Dopo la Hingis, Seles e Kournikova: il ritorno delle dive

Solo la stella russa non ha niente da perdere, dopo una carriera costruita su una bolla di sapone. Monica cerca una insana scalata

Lea Pericoli

Amore per il tennis, richiamo del palcoscenico, voglia di rimettersi in gioco? Chissà! Una cosa è certa: la stagione tennistica 2006 rimarrà nei libri di storia come il capitolo dedicato ai grandi ritorni. Sono quattro le campionesse che hanno deciso di riprendere in mano la racchetta. Martina Hingis, Monica Seles, Jelena Dokic, Anna Kournikova. Ma a certi revival io credo poco. Quando ho lasciato il tennis, giurando che non avrei mai più fatto una gara, nessuno ci credeva. Eppure mantenni la promessa. Fu una decisione saggia perché non c’è niente di più triste del viale del tramonto e più crudele del declino di un atleta. Lo sport è maestro di vita proprio perché ti sbatte in faccia la verità. Nessuno può nascondersi dietro a una sconfitta. E perdere provoca sempre grande frustrazione.
Il vero motivo che sta spingendo quattro Dive del tennis al pericoloso challenge, per me, è misterioso. Il rischio è grande e sono rarissime le eccezioni: una si chiama Martina Navratilova che, alla soglia dei cinquant’anni, gioca ancora con successo in doppio, l’altra è Jennifer Capriati che accusata di furto e con problemi di droga nel 1993 abbandonò il tennis (da top ten) ma ritornò per risalire la china fino a occupare il trono mondiale. Accadde nel 2001.
Ora esaminiamo le quattro signore colpite dal delirio di un grande ritorno. Martina Hingis, numero uno del mondo dal 1997 al 2001, giocò l’ultimo match al Filderstadt perdendo dalla Dementieva nell’ottobre del 2002. Per quattro anni ha partecipato a concorsi ippici. Ha fatto la commentatrice televisiva per Eurosport. L’abbiamo rivista in campo per un torneo di beneficenza in Thailandia all’inizio del 2005. Voleva giocare gli Australian open ma si ritirò dopo la prima delusione. Ora, a 26 anni, l’ex bambina prodigio è rianimata da progetti bellicosi: «Mi manca il gioco e voglio riprovare!». A mio avviso alla Hingis non basterebbe un miracolo per competere con le super atlete di oggi.
Monica Seles (la cui carriera fu interrotta dalla coltellata di un tifoso di Steffi Graf) durante una cena in suo onore nel ristorante di Robert De Niro a Manhattan ha dichiarato: «Mi sto allenando 5 volte alla settimana. Non ho ancora ritrovato un livello di forma che possa consentirmi di competere con le giovani atlete. Tuttavia non ho abbandonato e mi concedo tutto il 2006 per decidere». È mia opinione che Monica, a 32 anni, sia troppo furba per tentare l’insana scalata.
Diversa è la storia di Jelena Dokic, nata in una famiglia poverissima a Belgrado, allenata da un padre padrone di nome Domir, al quale fu addirittura proibito di accedere agli stadi quando la figlia giocava. Jelena lasciò la Serbia per trasferirsi in Australia dove fu praticamente adottata da Leslie Turner, campionessa degli anni sessanta. Fu molto aiutata anche dalla Federazione perché aveva promesso di diventare australiana. Ma quando divenne forte cambiò idea. Facendo appello alle origini, ritornò in Serbia. La Dokic è un’ ottima giocatrice: a 19 anni è stata n. 4 del ranking, a 23 vuole ricominciare. La strana ragazza ha dichiarato di voler giocare la Fed cup (coppa Davis femminile) per l’Australia.
«Last but not least» come dicono gli inglesi arriva Anna Kournikova. La stupenda tennista russa, che ha trasformato la carriera di atleta in quella della più pagata stella sportiva di tutti i tempi, rigiocherà! La Kournikova è appena ricomparsa in pubblico a Copacabana in una esibizione contro la Hingis. Stava perdendo e si è ritirata per una vescica alla mano.
Fra queste quattro donne, l’unica che non ha nulla da perdere è Anna Kournikova. È stata la più bella, ma soprattutto la più brava a costruirsi una carriera fatta di bolle di sapone. Anna sa che se cade non può farsi male!