Una hit parade dei libri citati ma non letti

In un mondo che classifica e quantifica tutto, non poteva mancare la hit parade della menzogna letteraria. Non nel senso dei libri dal contenuto bugiardo (quelli, licenze poetiche a parte, meriterebbero una lunghissima trattazione...). Al contrario, nel senso del lettore che millanta gonfiando il petto la conoscenza di un testo che invece ignora oppure si è limitato a sbocconcellare abbandonandolo poi sul comodino.
Questa classifica, infatti, esiste. L’ha stilata il (come di consueto) autorevole Museums, Libraries and Archive Council (Mla) britannico. L’agenzia ha svolto un sondaggio da cui emerge che un terzo degli adulti, per far bella figura con parenti, conoscenti e amici, afferma, mentendo, di conoscere bene opere delle quali magari ha a malapena sentito parlare. Non solo. Nella fascia d’età fra i 19 e i 21 anni si arriva a un bugiardo su due persone. Ma gli studenti, ahiloro, vengono facilmente smascherati da insegnanti e compagni di classe più «secchioni», mentre l’avvocato o il giornalista che vuol far colpo su un salotto ben frequentato molto spesso la passa liscia...
Vediamola, la classifica della menzogna. Al primo posto fra i libri di cui si millanta la lettura svetta Il signore degli anelli di Tolkien: una posizione «drogata» dalla trilogia cinematografica, senza dubbio molto più accessibile dei volumoni vergati dal professore di Oxford. Al secondo posto, un classico che più classico non si può: Guerra e pace di Tolstoj che molti, colti in fallo, confessano di aver iniziato e poi mollato più di una volta. Terza piazza a Cime tempestose di Emily Brontë, un altro classico. La sorpresa arriva al quarto posto: si tratta del manuale statunitense su come far funzionare i rapporti tra i sessi dal titolo Men are from Mars, women are from Venus, di John Gray. Quinto posto per una grande firma del Novecento, George Orwell, con il suo 1984. Soltanto sesto (e questa è la seconda sorpresa) Harry Potter e la pietra filosofale della Rowling. Settimo è Grandi speranze di Dickens. Ottavo Jane Eyre di Charlotte Brontë. Nono posto per Il codice da Vinci di Dan Brown. Ultimo, Il diario di Anna Frank.
Alzi la mano (o taccia per sempre) chi li ha letti tutti e dieci.