«Ho 74 anni e non avrò mai una casa»

«Mi dicono sempre che c’è da aspettare, ma aspettare cosa? Forse aspettano che vado a Prima Porta così mi danno un loculo invece della casa». Da troppo tempo Maria De Santis, 74 anni, attende un’abitazione da parte del Comune. Da 31 anni fa domanda e da 4 ha il massimo punteggio e un posto in graduatoria, il 1409, che le dovrebbe garantire un alloggio in tempi brevi. «Eppure dopo tante promesse non si è più fatto sentire nessuno», spiega con un filo di voce.
Maria e suo marito, Alvaro Fumi 69 anni, hanno vissuto per 37 anni in via Siro Corti 25, a Monte Mario. «Una casa di appena 46 metri quadrati - racconta sempre lei - senza termosifoni in cui dovevamo vivere con mia madre, mio fratello e nostra figlia. È dal 1976 che facciamo richiesta per avere un alloggio dal Comune ma senza speranze visto che avevamo un punteggio basso». Questo fino al 2001 quando Maria e Alvaro, ormai unici residenti, ricevono l’avviso di sfratto. «Due anni di tortura con l’ufficiale giudiziario che passava ogni mese fino a quando il 13 marzo 2003 ci siamo trasferiti al 35 di via Mosso». Un trasloco motivato anche da una lettera del consigliere delegato all’Emergenza abitativa Nicola Galloro con cui il Comune si impegnava a «risolvere nel più breve tempo possibile la situazione abitativa». «Lì ci siamo illusi che le cose si potessero sistemare davvero - prosegue Maria -. Invece non si è più fatto sentire nessuno». Quattro anni di affitto da pagare con 2 magre pensioni in attesa di una casa. «Paghiamo 820 euro al mese di affitto, più 67 a bimestre di condominio - le parole di Alvaro -. Io prendo 823 euro al mese di pensione di invalidità perché sono cardiopatico mentre mia moglie ne percepisce appena 437. In questi 4 anni siamo riusciti a tirare avanti grazie al contributo di emergenza di 754 euro a bimestre che ci dà il Comune». Il problema è che il contributo può essere erogato al massimo per 4 anni. «Cosa dobbiamo fare ora? Siamo disperati. Ora sarà durissima riuscire a pagare l’affitto». Inutili le telefonate all’ufficio Politiche abitative, inutili i tentativi di contattare Galloro. Inutile essersi rivolti al Difensore civico. «Io ho certificati medici che attestano depressione ed esaurimento nervoso. Mio marito è cardiopatico dall’88. Se continua così finisco al cimitero molto prima di avere la casa che mi spetterebbe».