Ho avuto un incubo: Walter ingabbiato da sindacati e Di Pietro

Ho fatto un sogno, come diceva quel tale che imitava quelli che imitano Luther King. Anzi, un incubo: vinceva Veltroni. Si apron le urne e si levano i fantasmi, e tornano quelli di prima. Si fa l’appello, manca Prodi le cui ceneri verranno trovate sotto un rogo artigianale. Naturalmente ha vinto a stento: la Camera è facile, basta un voto in più. Ma al Senato siamo come prima: soltanto tre senatori di vantaggio, accuse di brogli in Sud America e Rita Levi Montalcini dice comincio a stufarmi ed ho anche la mia età trovatevi qualcun altro. Il Quirinale dice si preparino per l’infornata di soccorso senatori a vita i signori Eugenio Scalfari, Dario Fo e Andrea Camilleri. Primo effetto del nuovo governo con Di Pietro ministro di Grazia, Giustizia, Interni e Repressione Preventiva (un accorpamento per snellire la pletora): masse di festosi danno fuoco alle macchine parcheggiate per esprimere la loro gioia e la loro rabbia (due sentimenti a sinistra mai disgiunti). Poi Veltroni dice che nei primi cento giorni farà quello che avrebbe fatto Berlusconi, e giù salve di fischi e sommosse del terzo grado della scala Riots: in segno di protesta e di avvertimento vengono bruciate alcune macchine. A Napoli vengono festosamente accesi fuochi fatui, sia il lotto che il lutto riprendono vigore. Veltroni si fa proiettare a ripetizione i video dell’amato-odiato rivale di Arcore per rafforzare la sua posizione centrista nel partito, ma viene sballottato da destra a sinistra, cade in confusione generale ripetendo frasi sconclusionate come «I can», «You could», «I care» e, citando con enfasi la banconota verde, «In God we trust». Veltroni al decimo giorno di governo non riesce ad entrare in Palazzo Chigi assediato da No-Tav, No-Bridge, No-Uolter, No-Profit, No-Govern, Ultrà Arcobaleno, Scanio Shepard, e la band Old Kgb Fan Club. Il mercato immobiliare crolla perché nessuno vuole più andare a stipulare un contratto o un mutuo da quando Uolter ha rimesso in sella Padoa-Schioppa che ha subito firmato un decreto detto Antibamboccioni in forza del quale tutti gli adolescenti devono essere tolti alle famiglie e assegnati ad appositi campi di lavoro. Al più laborioso verrà dato il Premio Stakanov suggerito da Cossutta che Uolter ha voluto come consigliere segreto, come fece Bill Clinton che di nascosto frequentava Richard Nixon. In Italia e soltanto in Italia il dollaro riprende a salire e viene scambiato rapidamente alla pari finché per comperare un biglietto verde a Roma occorrono tre euro. L’Italia viene esclusa dall’area Schengen e gli italiani all’estero devono portare sempre con sé, quando viaggiano, un recente esame delle urine, le impronte digitali e la radiografia delle otturazioni: crolla insomma la fiducia residua per il sistema Italia e si segnalano in Turingia e Westfalia roghi in cui si brucia la classica cartolina col Vesuvio e il pennacchio. Le Monde e The Economist proclamano Uolter uomo del secolo. L’aeroporto di Malpensa viene consegnato da Uolter al nuovo potentissimo potere forte Centri Sociali Riuniti con un decreto detto «Now you can do whatever you want». Malpensa viene coltivata a marijuana. Per rialzare il depresso umore degli italiani Uolter proclama la festa della scoperta dell’Altra America contrapposta a quella ormai logora di Cristoforo Colombo. Nascono associazioni sponsorizzate come l’Altra Sinistra, L’altro Palazzo Chigi, L’Altra Finanziaria. Di Pietro promuove una legge che rende il pedinamento e l’ascolto obbligatori anche nelle scuole medie. Veltroni riceve il premio Pulitzer per gli slogan più copiati mentre alcuni Paesi africani da lui visitati lo reclamano come leader. Un Consiglio dei ministri speciale lo concede con usufrutto perpetuo al Continente Nero. Poi si rivota, questa volta sul serio.