«Ho comprato un alloggio dal Pat altrimenti mi avrebbero sfrattato»

L’assessore regionale alla Casa racconta come è diventato proprietario di un appartamento in piazza Sempione

Assessore alla Casa Domenico Zambetti, si è comprato una casa del Pio Albergo Trivulzio?
«Mi viene da ridere, io non c’entro niente con questa storia».

Vuol dire che la casa non è sua?
«Ma sì che è mia. L’ho comprata dal Pio Albergo Trivulzio tre o quattro anni fa. Ero in affitto ad equo canone in quella casa dal 1994».

Com’è la sua casa?
«Centodieci metri in piazza Sempione».

E come ha trovato l’affitto a equo canone del Pat?
«Guardi, quando ho preso la casa in affitto, non era del Pat, ma di un privato. Poi, quando questo signore è morto, l’ha lasciata in eredità al Trivulzio».

Il suo padrone di casa ha lasciato l’appartamento in eredità al Trivulzio?
«Sì, la mia casa è diventata parte di un lascito di questo ingegnere, che nel suo testamento ha lasciato sette case al Trivulzio».

Come si chiama il benefattore del Trivulzio?
«Mi pare ingegner Leoni».

Gliel’ha consigliato lei di lasciare la casa in eredità al Pat?
«Per l’amor di Dio, non sono così potente da dire a qualcuno a chi lasciare le case. Lo conoscevo appena, è un affitto che ho trovato sul mercato».

Ha visto un annuncio?
«Ho trovato il cartello davanti al palazzo. Sono un normale cittadino che ha comprato da normale privato!».

Non si arrabbi. Oltre che un semplice cittadino, lei è assessore regionale alla Casa.
«Mi arrabbio perché non ho avuto alcun privilegio e non vedo che cosa ci sia di tanto strano. Sono un cittadino normalissimo, non ho avuto privilegi e sono finito nel frullatore. Io non tifo per il privilegio, punto alla regolarità».

Vuole dirci quanto ha pagato la casa?
«L’ho pagata 540mila euro, con un mutuo di 450mila euro con la Banca popolare di Milano. Ho dovuto fare sacrifici per comprarla. All’improvviso mi è arrivata una lettera che diceva: o acquista entro 30 giorni o la mettiamo all’asta. E allora ho deciso di comprare».

Quanto pagava con l’equo canone?
«Un milione e quattrocentomila lire. E sono stato praticamente costretto a comprare a 540mila euro. Nel mio caso il Pio Albergo Trivulzio è stato un incidente di percorso vero, non potevano sbattermi fuori ma ho dovuto comprare».

Ha un terrazzo?
«Macché terrazzo! Non ho neanche un balcone e neppure un box... Andate a cercare i privilegi dove ci sono. Io abitavo in questa casa da 17 anni».

E dove sono i privilegi?
«In certi affitti a prezzi stracciati. Ci può essere stato qualche privilegio che va stanato e evidenziato, ma non esageriamo».

In questo modo non si corre il rischio di pensare che i privilegi sono quelli degli altri?
«Senta, io non mi sento un privilegiato. Le ho spiegato la situazione, se vuole le mando i documenti del rogito. Più in generale, nel caso delle vendite, a decidere se il prezzo è giusto è l’ufficio tecnico erariale».

E se i prezzi sono fuori mercato?
«E chi lo stabilisce se non l’ufficio tecnico erariale?».

Forse i cittadini, se comprano in quella zona a prezzi molto diversi.
«Bisogna essere sereni, freddi e coerenti. Se c’è stato qualche privilegio va accertato e denunciato. Ma bisogna valutare caso per caso. Da assessore alla Casa farò le mie valutazioni nei prossimi giorni».