Ho detto zitti ai contestatori e mi hanno subito schedato

Signor Direttore,
l’altra sera ero in piazza Duomo, per motivi di shopping, proprio mentre parlava Berlusconi. Incuriosito, ho tentato di ascoltare qualche parola del presidente, ma non sono riuscito, perché, ai margini della piazza, una decina di persone urlava e fischiava. Poiché ho visto che questi contromanifestanti appartenevano a quella categoria di persone non più giovani (dai 40 ai 70 anni) che potremmo definire adulti, mi sono avvicinato e ho chiesto loro di permettere a me e ad altre persone di poter ascoltare Berlusconi. Ma essi mi hanno detto che «il mafioso Berlusconi non ha diritto di parlare: deve andare in galera». Ho tentato anche di farli ragionare dicendo che se non volevano ascoltare Berlusconi potevano anche lasciare a noi la libertà di ascoltarlo. Ho ricordato loro che lo scorso sabato (5 dicembre), essi hanno manifestato a Roma e nessuno li aveva disturbati. Mi hanno risposto che «se i mafiosi (quelli che votano Berlusconi) si fossero accostati alla loro manifestazione, li avrebbero mandati all’ospedale o sotto terra».

A quel punto, vedendo la limitata capacità di far funzionare il loro cervello, ho deciso che era inutile stare a perdere tempo con loro. Nonostante la loro limitata capacità psichica, però, ho notato che erano organizzati. Infatti, mentre discutevo con loro, ho visto che una minuscola donna, sui 50 anni, con una mossa della testa, ha ordinato, a uno dei picciotti (sui 65 anni), di riprendermi con la sua telecamera, come per dirmi «adesso ti inseriamo nella nostra lista dei cattivi». Ma io, al signore che mi riprendeva ho detto «picciotto, io non ho paura della mafia!».

La cosa penosa è che queste persone psicolabili o handicappate mentali sono eccitate dai leader antiberlusconiani e mandate in piazza; ma quando compiono gesti violenti, tutti se ne lavano le mani, proprio perché psichicamente instabili. Provi a immaginare se qualche psicolabile di destra avesse solo dato un ceffone a Di Pietro o alla Bindi. I soliti 15 o 20 milioni del popolo della sinistra avrebbero riempito piazza San Giovanni per difendere la costituzione, la democrazia, bla, bla, bla. Invece feriscono il presidente del Consiglio della Repubblica italiana e Di Pietro lo accusa di essere un facinoroso, mentre la Bindi di fare la vittima. Adesso capisco perché quei poveri picciotti non sono capaci di ragionare. Con certi maestri!
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