«Ho fatto operazioni lecite Bankitalia mi dica sì o no»

da Roma

Si difende il presidente di Unipol, Giovanni Consorte. E per replicare alle accuse sui finanziamenti ricevuti dall'ex amministratore delegato di Bpi, Gianpiero Fiorani, sceglie L’Unità. «Ho già chiarito la natura di quei fondi e di quegli investimenti: adesso sto ricostruendo operazione per operazione, numero per numero, così risponderò a chi sarà interessato a conoscere. Non c'è nulla di illecito. E visto che nessuno si è interessato alla mia precisazione, mi comprerò pagine di pubblicità sui giornali».
Sulle indagini delle procure di Milano e Roma, per concorso in aggiotaggio e aggiotaggio informativo, Consorte dice: «Indagato? Non ho ancora ricevuto nulla. Ho appreso tutto dai giornali. L'ordinanza l'ho scaricata da Repubblica.it: su 56 pagine ho contato 18 righe dedicate a me a a Sacchetti».
Quanto alle polemiche nel centrosinistra sul suo comportamento e sull'azione di Unipol, Consorte dice di non interessarsi agli scontri tra Ds, né alle eventuali strumentalizzazioni. Piuttosto vuole sapere, dopo 5 mesi, se l'Unipol può comprare la Bnl. «Mi dicano sì o no e la facciamo finita». Le cooperative non possono rinunciare alla Bnl, non si tratta di un «gioco». «I consigli dell’Unipol e della Holmo, i nostri azionisti di controllo - dice Consorte - hanno confermato il loro impegno e la loro fiducia. È un’operazione importante». Il banchiere nega di aver «concertato» con Gianpiero Fiorani, numero uno di Bpi, e di aver pensato di scalare Il Corriere della Sera: «Unipol non ha mai comprato un'azione Rcs».
Ma perché Unipol ha comprato azioni Antonveneta nell'ultimo giorno utile prima dell'assemblea di Padova, e poi ha votato con la cordata di Fiorani? «Volevo - dice Consorte - difendere gli interessi dell'Unipol in Antonveneta: mi avevano promesso un accordo per la vendita delle nostre polizze e invece mi hanno preso in giro, scegliendo il Lloyd adriatico. Così ho comprato le azioni, informando prima la Consob, e ho votato in assemblea».