«Ho fatto vincere Capurro, ora chiedo scusa a Rapallo»

Paola Setti

Vatti a vantare, di una cosa così adesso: «Senza di noi Armando Ezio Capurro non sarebbe diventato sindaco di Rapallo». E infatti Roberto Tosi, lista Il Gabbiano, passato nel giro di otto mesi dalla poltrona di vicesindaco a quella del salotto di casa sua, non se ne vanta. Anzi, chiede scusa alla città.
Coraggio Tosi, non esageri.
«No guardi, è doveroso. Capurro non avrebbe avuto i numeri per vincere senza di noi».
Lui dice che vince anche da solo.
«Lui non passa i cento voti. Nemmeno si sarebbe candidato, senza Il Gabbiano».
E perché questo pentimento?
«Io lo sapevo che Capurro non doveva diventare sindaco, lo conosco da quando avevo 18 anni».
E non ha detto niente.
«Ma no, l’ho detto ai miei, solo che la nostra lista civica, che, al contrario della maggior parte delle altre che si sciogono in poco tempo, nel 2007 festeggia 15 anni, funziona perché tutti i suoi componenti valgono allo stesso modo, e tutto si decide insieme. Ha vinto la maggioranza».
La verità è che Il Gabbiano ha tradito Capurro, volando all’opposizione.
«Veramente è il contrario. Appena ci siamo insediati in Comune, il sindaco ha cominciato a lavorare per farci sparire».
Sarebbe a dire?
«Ha cancellato il nostro gruppo dal consiglio comunale, obbligandoci a entrare nel suo».
Potevate opporvi.
«Noi credevamo alla possibilità di governare la città in un modo nuovo».
Così vi siete fidati.
«Anche perché Capurro ha nominato uno dei nostri, l’avvocato Francesco Errico, come capogruppo. E ha gratificato i primi dei non eletti del Gabbiano, Giancarlo Costa e Luigi Magri, nel nucleo di valutazione dei dirigenti».
Poi sono iniziati i veleni.
«Frasi riportate, un clima di sospetti. Ma la conferma che stava cercando di farci fuori l’ho avuta quando mi ha scritto che, da vicesindaco, non avrei potuto firmare alcun atto in sua vece a meno che non si fosse assentato a lungo dal Comune, e cioè mai».
Tutto qui?
«Mi sembra già molto: io non potevo fare nuylla, il gabbiano non esisteva più. Io credo che gli si potrebbero anche chiedere i danni».
Prego?
«La nostra lista aggrega chi a Rapallo vuol fare politica, ha un ricambio di 19 persone su 20 ogni anno. Se scompare, è un danno per tutta la città».
Dice il sindaco che è un complotto contro di lui.
«Se cerca complotti deve guardarsi allo specchio».
Propone di farlo restare in carica fino a febbraio del 2007, per l’approvazione del bilancio, e si impegna ad andarsene subito dopo.
«Prima delle elezioni firmammo un documento con le cariche che sarebbero state assegnate. Dopo le elezioni ne assegnò solo la metà eil documento sparì. Se non rispetta una firma, perché dovrebbe rispettare la parola data?».
Quindi lo sfiducerete
«Avremmo dovuto farlo subito, dimettendoci tutti. Io non gli avrei dato nemmeno un mese di giunta».
E invece gli diede i suoi voti.
«Un errore che ho pagato: ero vicesindaco, non sono più niente».