«Ho la gola in fiamme»: stroncato da un infarto

L’uomo respirava a fatica. E a Catania altro caso sospetto

Gaetano Ravanà

da Agrigento

Tre presunti caso di malasanità in Sicilia in tre giorni. L’altro ieri all'ospedale di Agrigento era morta una donna di 35 anni, Stefania Stellina Di Mora, sposata e madre di una bambina di un anno, ieri sono scoppiati altri due scandali sanitari: una donna di 50anni morta per un’edema alla gamba a Catania e un bracciante agricolo di Canicattì, Gino Cangialosi 49 anni, deceduto al Sant’Elia di Caltanissetta, lunedì scorso. Cangialosi si era presentato ai medici dell’ospedale accusando una forte infiammazione alla gola che non gli permetteva di respirare bene. Visitato al pronto soccorso i sanitari ne hanno disposto il ricovero in reparto dove qualche ora dopo è sopraggiunta la morte. Il referto dei medici dell’ospedale parla di infarto, ma sul decesso del bracciante agricolo la magistratura vuole vederci chiaro.
In un primo momento, i familiari, sconvolti avevano predisposto tutto per effettuare i funerali che dovevano celebrarsi ieri pomeriggio nella chiesa di San Francesco a Canicattì.
A mettere in allarme gli inquirenti e gli stessi familiari è stato il medico di famiglia, chiamato per attestare l’avvenuto decesso del proprio assistito. Quando il medico è venuto a sapere in quali circostanze fosse morto il bracciante agricolo si è rifiutato di firmare il certificato di morte e ha avvertito la polizia. Il magistrato ha poi chiesto l’autopsia che svolgerà oggi.
Intanto un altro medico è stato iscritto nel registro degli indagati dopo il decesso di una donna cinquantenne morta l’altra mattina in seguito a un'edema alla gamba nell'ospedale Santa Venera di Acireale (Catania). Per tre volte aveva richiesto l'intervento dei sanitari, ma era stata sempre dimessa. La procura di Catania ha aperto un'inchiesta coordinata dal sostituto Lina Trovato e ha disposto l'autopsia.