«Ho ottant’anni, e li festeggio ancora in Tv»

MilanoAnche ai suoi ottant’anni Piero Angela non rinuncia a dare una spiegazione scientifica: «È la macchina che ha percorso ottantamila chilometri, io sono un quarantacinquenne maturo, non porto nemmeno gli occhiali», scherza con fierezza. Una teoria confutata solo dall’incredibile numero di anniversari che il papà dei divulgatori Tv sta festeggiando. Nel ’78 fondava l’antenato del Cicap, il comitato scientifico che smaschera sedicenti maghi e veggenti. Nel ’68 firmava il suo primo documentario ed entrava nella storia dell’informazione come il primo giornalista a condurre un Tg; nel '48 debuttava come pianista jazz. Si faceva chiamare Peter Angela e oggi fuga ogni malinconia. «Mi sono appena esibito in un albergo con Gianni Basso. Certo, nel dopoguerra era diverso», racconta con la pacatezza che ritroveremo da stasera su Raiuno, in tre speciali di Superquark: «Ricostruiremo le avventure di alcuni celebri cacciatori di tesori come il tedesco Heinrich Schliemann, che aveva la fissazione di ritrovare l’antica Troia. O quelle di Cortés, che per amore dell’oro azteco commise ogni efferatezza».
E com’è successo che un jazzista finisse a parlare di Conquistadores?
«Le mie passioni sono il giornalismo e la musica; a fare jazz eravamo quattro gatti, suonavamo in bettole fumose per spiccioli e poco pubblico. Provai a diventare un compositore ma quando capii che non era la mia strada entrai alla Rai».
Diventando un corrispondente dall’estero, fino a quando, nel 1968, arriva al telegiornale delle 13.30.
«Fu una rivoluzione, fino ad allora i Tg erano condotti da speaker. Nel 1976 ho inaugurato anche Tg2 Studio aperto, ma restai solo 15 giorni».
Anche perché, nel frattempo, scoppia il grande amore di Angela per la divulgazione scientifica.
«Ero in America a seguire le prime spedizioni nello spazio, prima dello sbarco sulla Luna. Alla Nasa c’erano laboratori con persone di prim’ordine che spiegavano l’origine della vita, e ho capito che volevo farlo anch’io. In modo giornalistico però, e cioè traducendo un italiano complesso in uno più comprensibile».
Alla passione per la scienza s'intreccia la vocazione per smascherare finti fenomeni paranormali.
«Mi spiace che continuino ad adescare attraverso le rubriche delle tv locali persone in buona fede, trovo doverosa la crociata di Striscia la notizia contro questi malfattori, è un servizio pubblico».
E ventisette anni fa inizia Quark, basta la parola. Angela inaugura un genere, persino a un asteroide è stato dato il suo nome.
«Non so se questa trasmissione è una tappa o l’apice della mia carriera. So che senza mia moglie, nella vita non avrei combinato un granché. Per il resto, faccio delle cose perché mi appassionano e se poi vanno bene, meglio così. Sono già al lavoro su nuovi progetti».
Quindi di pensione non se ne parla?
«A 45 anni mi sembra prematuro. Ne ridiscutiamo quando ne compirò davvero ottanta».