"Ho rifiutato reality per dieci anni. Torno da matricola"

La cantante Cristina D'Avena stasera nello show di Italia Uno sugli esordi delle star: "Ora mostro la mia faccia". I dischi: "Ho venduto sei milioni di copie e vendo ancora adesso". 

Milano - Intanto Cristina D’Avena è un record che parla: dai primi anni Ottanta la sua voce è ogni giorno in tv, proprio così, grazie alla oceanica quantità di sigle di cartoon e telefilm che ha registrato e che vanno in onda a tutte le ore e su qualsiasi canale. Adesso torna in tv in pianta stabile, dopo dieci anni esatti, a Matricole e Meteore su Italia Uno, piccolo show con un grande obiettivo: divertire senza prendersi troppo sul serio. In fondo è perfetta perché, diciamolo, è uno dei pochi personaggi a senso unico: di lei si può solo parlar bene.

È un simbolo della musica televisiva, e lo sappiamo: sotto i quarant’anni d’età, alzi la mano chi non ha canticchiato almeno una sua canzone. E, soprattutto, non si è mai lasciata sbranare dalla tv purchessia, quella fornace che cambia i connotati e scioglie le remore a qualunque costo. Cristina D’Avena no. E difatti.

L’ultima apparizione è stata alla 43esima edizione dello Zecchino d’Oro.
«No, in realtà sono stata ospite di tanti altri programmi».

Vabbé, si intende una presenza fissa.
«Allora sì. Torno con Matricole e Meteore».

Cara Cristina D’Avena, possibile che nessuno l’abbia cercata prima?
«Lo hanno fatto in tanti. Anzi tantissimi. Non mi sono persa un reality show, dalla Talpa a Music Farm passando per La Fattoria. A ogni edizione, mi chiamavano. A ogni edizione, rispondevo di no».

Perché?
«Non mi piace essere spiata, in fondo sono schiva e riservata».

Sì, ma confessi: se l’avesse chiamata «L’Isola dei Famosi», tutto sarebbe passato in secondo piano.
«Macché. Simona Ventura è stata quella che ha insistito di più, gentilissima. Ma sempre no».

Che cosa aspettava?
«Niente, in realtà. Mi proponevano ciò che non mi piaceva e in realtà in giro c’era poco altro. Non mi sembra si vedano grandi varietà».

Ma ci sono le fiction.
«Ecco, quelle non me le hanno proposte e, se devo dirlo, mi dispiace».

Però adesso c’è «Matricole e meteore». Perché l’ha scelto?
«Perché è un programma azzeccato e dedicato alle famiglie ma che strizza l’occhio anche ai bambini. E poi...».

E poi?
«Con il cast c’è feeling. Ad esempio, scherzerò e giocherò con Nicola Savino».

Tutto qui?
«Ma va. Il mio ruolo, oltre a cantare in studio i miei brani, è quello di inviata speciale tra i belloni della tv. Non le meteore, quelli proprio belli. Li cercherò a Milano e Roma vestita da principessa con lo stesso vestito di Giselle in Come d’incanto della Disney. Ho pure la corona e lo scettro».

L’obiettivo?
«Mi divertirò da matti, lo so già».

Senza dubbio sarà una sorpresa per i telespettatori.
«Probabilmente questo programma mi ridarà quella popolarità che sa dare la televisione».

È strano se detto dalla voce più presente della tv italiana.
«In effetti ancora adesso la gente mi ferma per strada e mi manifesta un affetto davvero coinvolgente. E poi tutte le mie serate sono sempre esaurite. E anche le date che faccio con i Gem Boy, durante le quali ripercorro anche scherzosamente le tappe della mia carriera, sono strapiene».

E i dischi?
«Ne ho venduti quasi sei milioni di copie. E ancora adesso diciamo che vendo bene, nonostante la crisi».

In questi dieci anni ha fatto solo, si fa per dire, musica?
«No, ho anche pubblicato Le fiabe di fata Cri, una collana di audiolibri dedicati ai bambini dai cinque anni in su».

Inarrestabile.
«Ho sempre fatto tutto da sola. Intendo: senza aiuti particolari».

Insomma, senza raccomandazioni o agevolazioni furbette.
«Mai preso calci nel sedere per andare avanti. Anzi, talvolta ho patito per quelli che hanno favorito altri. Io in fondo devo tutto alla gente

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