«Ho una sorella maggiore: da bimbo ero solo lo stesso»

da Milano

«Mia sorella è più grande di me di otto anni e per me, in casa, è stata una bella comodità. Tutte le lotte le aveva già combattute lei, in un certo senso aveva già “addomesticato” i nostri genitori. E, per il più piccolo della famiglia, è un vantaggio». Giampaolo Morelli, 31 anni, protagonista di Distretto di Polizia 5 e volto dell'ispettore Coliandro (nato dalla fantasia di Carlo Lucarelli), è cresciuto a Napoli con una sorella maggiore.
C'è qualche vantaggio a non essere figlio unico?
«Sicuramente influenza il rapporto con i genitori perché, a seconda dei casi, hai una conferma, o un punto di vista diverso dal tuo rispetto a ciò che succede in famiglia».
È più facile avere a che fare con gli adulti?
«Se succede qualcosa in casa, non sei solo. Spesso trovi una conferma di quello che già pensi. E poi mia sorella è più grande di otto anni, quindi aveva già fatto molto “lavoro” al posto mio».
Ci sono altri vantaggi?
«Certo in famiglia “respiri” un po' di più. E mia sorella era brava a scuola, mentre io un po' meno. Così, ogni tanto, mi aiutava a fare i compiti. Devo dire che, però, non siamo stati un grande stimolo l'uno per l'altra: lei era molto più grande e, quando avevo vent'anni, si è trasferita a Londra. C'è stato qualche confronto, ma ognuno di noi ha preso la sua strada, seguendo le nostre personalità».
Nessuna competizione?
«Credo che sia più una questione di carattere: se nasci competitivo, lo sei anche con gli amici, fuori dalla famiglia».
E le amicizie?
«La differenza d'età, all'inizio, era troppo ampia: da bambini, ognuno faceva la sua vita. Quando si cresce, invece, avere una sorella o un fratello sicuramente ti permette di allargare contatti e conoscenze, i suoi amici entrano in qualche modo nella tua vita. Almeno fino a che mia sorella è rimasta a casa, perché ora ci sentiamo pochissimo, e ci vediamo una volta all'anno. La distanza ci allontana, però so che, comunque, lei c'è: è un punto di riferimento, un legame d'affetto particolare».
Però non sarai viziato…
«I figli più piccoli lo sono sempre. Io ero il più coccolato: e lei si arrabbiava».