Ho sperato nelle autonomie, sono deluso

Chi scrive è un vecchio sturlino che da sempre si è sempre battuto per tentare di arrestare la spirale del degrado che inesorabilmente avanza nelle periferie e in particolare nel levante. Ho seguito con attenzione la nascita delle circoscrizioni e negli anni 80 ero presidente della Commissione urbanistica di Sturla ma, già allora mi resi conto che questa istituzione così concepita serviva solo per organizzare assemblee e fare il parafulmine della giunta comunale. Con la legge 142/90 sembrava che la riforma per le autonomie locali e l’organizzazione della città metropolitana fosse l’occasione per riuscire a svolgere quel ruolo innovatore e propulsivo della trasformazione di tutta l’amministrazione locale. Infatti l’Ilres nel 1990 organizzò uno studio sulle autonomie locali, nel 1993 fu organizzato un convegno sull’area metropolitana dove furono fissati i confini per 5 municipi: centro, levante, ponente, valpolcevera, valbisagno.
Fui subito un entusiasta sostenitore di questo progetto che sembrava imminente, perché intravedevo l’attuazione dei miei sogni ovvero la equa distribuzione delle risorse finanziarie da parte di chi conosce le esigenze dei cittadini. Invece dopo vari intoppi e resistenze si partì tardi e male perché per puri calcoli elettorali furono istituite 9 circoscrizioni anziché 5 e su questo punto ha ragione il collega Damasio, ma ormai tornare indietro è impossibile perché ritarderebbe ulteriormente il già troppo tempo perso e il collasso delle periferie è imminente. Sono d’accordo che il centro-destra appoggi e favorisca questa evoluzione onde arrivare alla prossima legislatura con l’elezione del sindaco metropolitano.
Consigliere Circ. IX Levante F.I.