"Ho trovato una Milano piena di problemi irrisolti"

La Moratti in tv: "Sicurezza, traffico e campi rom irregolari. Dovevo cambiare e i risultati già si vedono". Consulenze d'oro, oggi il primo cittadino riferisce in Consiglio comunale

A las cuatro de la tarde. Ma sarebbe meglio non fosse una corrida. In un palazzo Marino ormai quasi completamente addobbato per accogliere la fastosa cena del dopo Scala di sant’Ambrogio, oggi pomeriggio Letizia Moratti parlerà davanti ai consiglieri. Spiegherà di essere assolutamente tranquilla dopo gli avvisi di garanzia consegnati a lei e ad altri quattro alti dirigenti dalla Procura milanese. Per lei l’accusa è di abuso d’ufficio per una novantina di assunzioni a tempo determinato relative a incarichi dirigenziali o di alta specializzazione. È stato fatto tutto in nome di una maggiore efficienza e della necessità di dedicare maggiori risorse ai servizi per i milanesi, sarà la sua risposta alla richiesta di chiarimenti avanzata dal consiglio comunale. Poi, inevitabili, le prevedibili dichiarazioni di solidarietà dalla maggioranza e le critiche del centrosinistra. Con Basilio Rizzo, l’autore degli esposti a Procura e Corte dei conti che hanno innescato le indagini, pronto a chieder ragione punto per punto. Avete visto in che razza di confusione giace da mesi il patrimonio immobiliare del Comune? Dirà la Moratti. Con case affittate a prezzi irrisori, abusivi fuori controllo, appartamenti nemmeno censiti da un sistema informatico assolutamente inadeguato?
Una relazione in parte già anticipata ieri sera davanti alle telecamere de La7 alla trasmissione Otto e mezzo. «Milano è una grande città che produce e pensa», introduce Giuliano Ferrara. Che subito parla di «un intoppo serio, un’inchiesta giudiziaria per uno spoils system fatto forse con modi troppo bruschi». La Moratti non si spaventa e replica con la cava. «Rifarei tutto. A Milano ho trovato tanti problemi non risolti. Questioni che si trascinavano da anni. Un ricambio era necessario, comunque risponderò ai pm». Accuse non proprio leggere al suo predecessore Gabriele Albertini. L’ex sindaco, ora europarlamentare, che proprio oggi parlerà in un grande hotel milanese di traffico e ticket. Saranno scintille.
Soprattutto dopo il cahiers de doleance di donna Letizia. «Campi nomadi irregolari abbandonati a se stessi - le sue parole ieri sera -, grandi pezzi di città con enormi problemi di degrado e disagio. E poi traffico e sicurezza». Passando ai grandi interventi urbanistici che in pochi anni cambieranno la faccia della città. «Io - accusa la Moratti - avevo progetti più belli. Ma ho dovuto rinunciare perché molti contratti erano già stati firmati prima di me. E non ho potuto farci niente». Un modo per rispondere anche alle accuse del Molleggiato che in versione Savonarola ha fustigato grattacieli e nuove costruzioni. «Adriano Celentano? Quando mi manderà un bel progetto - replica finalmente la Moratti -, prometto che lo prenderò in considerazione. Per ora mi limito ad ascoltare le sue canzoni». Ma Ferrara e Ritanna Armeni non mollano la presa. E tornano all’inchiesta. «Proprio per risolvere i tanti problemi che ho trovato - si difende il sindaco - un ricambio era necessario. Cambiamenti che hanno già dato i loro frutti. In due anni lo Stato ha tagliato 48 milioni di euro, ma Milano ha saputo mettere 94 milioni in più nei servizi ai cittadini. Più sicurezza, assistenza, casa, infrastrutture, cultura, sport. E questo abbassando le tasse. Unico Comune in controtendenza. Mentre la media italiana è del più 8,5 per cento, con punte in alcune grandi città del 16 per cento in più, a Milano la pressione è scesa del 4,2». Quale potere chiederebbe per amministrare meglio, la stuzzica Ferrara. «Procedure semplificate e la possibilità di decidere e rispondere agli elettori. Con il sindaco di Madrid ho visitato un tunnel di 6 chilometri costruito in 22 mesi. A Milano ci vogliono anni solo per approvare il progetto».