«Ho il turno di guardia come i marinai»

Giannino della Frattina

Non ha volto perdersi né la partenza né l’arrivo. La notte bianca del Toti ha stregato anche Gabriele Albertini, sedotto dall’incredibile fascino di un sommergibile che attraversa strade, piazze, incroci di una città. E così ieri si è presentato puntualissimo in via Toffetti, penultimo approdo del killer del mediterraneo, in jeans e maglietta nera «Enrico Toti», quella creata dal museo per celebrare l’evento. «Come tutti i marinai questa notte ho anch’io il mio turno di guardia», le parole del sindaco che non ha voluto assolutamente perdersi i momenti più difficili della «navigazione. «I milanesi devono essere orgogliosi. Ora insieme a Chicago e Parigi siamo le uniche tre città al mondo non di mare - ha sottolineato Albertini - con un sottomarino in un museo del centro storico. Un’impresa straordinaria resa possibile dalla collaborazione tra istituzioni e sponsor privati, tanti soggetti da coordinare e siamo felici di esserci riusciti». Accanto al sindaco sorridono il presidente del Museo della scienza e della tecnologia, Michele Perini, e il capo di Stato maggiore della Marina militare, ammiraglio Sergio Biraghi, tornato apposta dalla Maddalena dove in questi giorni veglia sulle vacanze del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. «Milano è una città d’acqua - afferma Albertini -. Una volta i Navigli erano navigabili, così l’ha ritratta Bonvesin de la Riva. Oggi la rievochiamo».