«Ho ucciso la mamma, ma sono pentito»

Resta in carcere il 18enne assassino della scrittrice Vesco

«Sono pentito: una spiegazione logica per quello che ho fatto, in realtà, non esiste».
Resta in carcere Lorenzo G., il 18enne che il pomeriggio del primo gennaio ha sgozzato la madre di 52 anni, la scrittrice di romanzi e giornalista Edi Piera Vesco, nel loro appartamento di via Bertinoro, in zona San Siro. Lo ha deciso ieri pomeriggio, al termine di un interrogatorio durato quasi due ore, il gip della Procura di Milano Alessandra Cerreti che ha disposto che il ragazzo rimanga nel carcere di San Vittore dove viene tenuto sotto osservazione nel centro neuropsichiatrico: per lui è stato deciso infatti il controllo a vista 24 ore su 24 per evitare che possa compiere gesti estremi. Per lui ora sembra profilarsi una perizia psichiatrica.
Da quanto è trapelato, infatti, lo studente liceale davanti al gip prima aveva pensato di avvalersi della facoltà di non rispondere, poi ha deciso di collaborare. E, durante l’interrogatorio, dopo aver precisato di fare uso di droghe, avrebbe confermato, nel complesso, tutto quello che aveva già detto ai poliziotti della Polfer di Brescia, la città dove si è recato in treno dopo il delitto e dove si è costituito. Tuttavia Lorenzo G. avrebbe dato al giudice una spiegazione piuttosto sconclusionata sulle motivazioni del suo terribile gesto. Concludendo, appunto, che non c’è un vero motivo per quello che ha fatto.