«Ho visto scoppiare lo zaino, poi il finimondo»

«È stato un botto piccolo ma che ha distrutto la sacca». E c’è chi giura di aver visto un uomo depositare una borsa e fuggire inseguito dalla gente

da Londra

Scene di quotidiana paura, le stesse di due settimane fa. Sgomento e incredulità sui volti dei testimoni, ma anche grande compostezza e autocontrollo nelle operazioni di soccorso, fortunatamente necessarie ad un solo ferito. Nessuna scena di panico per le strade, le grida di terrore sono rimaste strozzate in gola non appena i passeggeri dei coinvogli delle tre linee metropolitane colpite dalle esplosioni sono tornati alla luce. Londra ha vissuto il nuovo attacco terroristico quasi con rassegnata abitudine, reagendo con quella «calma» invocata da Tony Blair nel suo intervento a reti unificate. Poco dopo le 12,30 centinaia di cittadini, prima a Oval, quindi a Warren Street, infine a Shepherd's Bush, sono forzatamente riemersi dalle profondità della metropolitana, testimoni dell'ennesimo attacco alla capitale britannica.
«Stavo tornando in ufficio dopo pranzo passando vicino alla stazione di Warren Street, quando ho visto molte persone precipitarsi fuori dalla stazione. Potevo vedere la paura dipinta sui loro volti. Alcuni piangevano. Poi ho visto arrivare la polizia, i pompieri e le ambulanze. Non sono voluto tornare in ufficio. Sono rimasto lì e ho pianto», ha raccontato Waqas Sohail, avvocato con studio ad Oxford Circus. Il primo allarme è scattato quando alcuni passanti hanno notato del fumo uscire dalla stazione di Warren Street, in una delle zone più centrali di Londra. Una circostanza in seguito confermata dalle fotografie di chi si trovava sui treni, inviate via cellulare alle TV.
«Improvvisamente c’è stato uno scoppio simile a quello di un tappo di champagne - ha raccontato Gary Carter -. Poi ho sentito gente che cominciava a urlare: c'è fumo, c’è fumo... Qualcuno del personale della metropolitana ci ha detto che dovevamo uscire. La gente correva all'impazzata, ho visto persone cadere a terra ed essere calpestate». Più tardi un'altro passeggero, Ivan McCracken ha riferito all'emittente Sky la sua conversazione con un testimone italiano. «Mi ha detto di aver visto un uomo che aveva uno zainetto che è esploso improvvisamente. È stata una piccola esplosione, ma abbastanza forte da distruggere lo zaino. Tutti sono scappati dal vagone, fuggendo rapidamente, ma non ci sono state scene di panico».
Resta poco chiara la dinamica dell'attentato e il tipo di esplosivo impiegato. Opinioni discordanti tra chi sostiene che lo zainetto esploso fosse sulle spalle di un uomo, e chi credeva di aver visto un giovane abbandonare una borsa incustodita nel vagone prima di dileguarsi. Simile la ricostruzione per l'attentato alla fermata di Oval. «Da quanto ho capito dalle parole di una donna in cima alla scala mobile, un uomo è entrato in uno dei vagoni lasciandovi una borsa e poi è fuggito - ha riferito Clare McDowell -. Alcune persone hanno tentato di fermarlo ma lui è fuggito». Una spessa cortina di fumo, l'odore acre dell'esplosivo. Così Ingrid Guion descrive la sua carrozza, bloccata sulla Northern Line, tra Stockwell e Oval. «Ho visto una valanga di persone correre nel mio vagone, l'ultimo. Appena il treno si è fermato ci hanno chiesto di uscire. L'odore era così intenso che non si riusciva a respirare». Quando Londra sembrava aver ripreso la sua frenetica routine, ecco un nuovo attentato a fermare le lancette del tempo e fissare nella memoria dei suoi cittadini un nuovo giovedì nero. «Ma non riusciranno a cambiare la nostra vita, le nostre abitudini. Abbiamo paura, è inutile negarlo. Ma la vita deve andare avanti. Anche domani, come oggi, così come già accaduto dopo l'attentato del 7 luglio, prenderò la metropolitana per andare al lavoro. Non dobbiamo nasconderci», grida Susan Goodwin, fuori dalla stazione di Shepherd's Bush, facendo sue le parole di coraggio pronunciate dalla Regina Elisabetta all'indomani dell'attentato del 7 luglio. Parole che Sua Maestà ha voluto ribadire - implicitamente - anche in questa occasione, non cancellando il mega-party a Buckingham Palace per 8.000 invitati previsto in serata.