«Ho visto tanta gente comune, la cultura non è d’élite»

Massimiliano Finazzer Flory, assessore alla Cultura del Comune, come giudica l’eccezionale affluenza di pubblico al nuovo museo?
«Eccezionale, appunto. Non pensavo che in una giornata di vacanza e di freddo i milanesi affrontassero la neve per visitare il nuovo museo. L’altro aspetto che mi ha colpito molto è che in coda troviamo gente comune, non professori universitari. Ci sono anziani, ragazzi, bambini tutti pazientemente in fila. Un successo che ci ripaga di tante fatiche».
A cosa è dovuto questo successo?
«In un’epoca di ignoranza come questa la gente ha voglia e bisogno di sapere. E questo museo rappresenta la fine dell’esilio: l’avanguardia futurista è tornata. L’arte è fede e speranza».
Finalmente la collezione delle civiche raccolte esce dagli scantinati per venire alla luce
«Appunto, e la gente non si capacita che nei nostri magazzini ci fossero tali e tanti capolavori. Tra i principali commenti che ho sentito oggi, l’incredulità dei milanesi nel vedere quante opere fossero custodite a loro insaputa nei magazzini».
Altri commenti che ha sentito?
«La gente mormora “sembra di essere a Parigi”, “sembra di essere a New York” invece siamo a Milano».
Un museo che la città aspettava da anni
«Oggi finalmente inauguriamo un sistema».
In che senso?
«Il museo del Novecento è fuso con Palazzo Reale: la gente andrà a visitare le mostre di palazzo Reale e poi approfondirà il percorso al museo del Novecento, dove troverà la collezione permanente».
Si parla di aprire un «Arengario 2»
«Completerà la collezione del Museo del Novecento, approfondendo gli ultimi trent’anni del secolo fino al contemporaneo».
Come si concilia questo discorso con il Museo di arte contemporanea che aprirà nel 2013?
«A quel punto l’Arengario fungerà da diaframma tra Arengario e il Museo di Arte Contemporanea in un unico sistema dell’arte dal Novecento a oggi».
Una data?
«Tutto dovrà essere pronto per il 2014, un anno prima di Expo tempo che servirà da palestra per prepararsi al grande evento».