«Ho volato con Prodi, ma sto con Silvio»

Caro Arrigo Sacchi, come ha trovato Silvio Berlusconi a «Liberitutti»?
«In grande forma. Ha 69 anni e sembra un giovanotto».
C’era qualcosa che voleva dire e non è riuscito a fare?
«Certo. Io parlo e firmo giudizi col distacco necessario, non sono a libro-paga di Berlusconi, l’ho conosciuto bene e da molto vicino. Ho provato a spiegare perchè lo considero un grande dirigente, ho citato l’episodio Van Basten. Portai in panchina il fuoriclasse olandese e lui, invece di darmi del matto, si schierò dalla mia parte. Al calcio di oggi manca uno col talento di Berlusconi: i presidenti sono bravissimi solo nel litigare».
È vero che Berlusconi faceva la formazione?
«Mai successa una cosa del genere. Berlusconi fu il primo a chiedere a una squadra di vincere e convincere: questo il merito rivoluzionario. Un giorno mi chiamò prima dello spareggio-scudetto col Napoli e mi spronò a un successo di goleada; prima della finale con la Steaua alla squadra rivolse un solo appello, “voglio vedervi giocare bene”».
Il Berlusconi discusso non è il Berlusconi calcistico, ma il politico...
«Io non m’intendo di politica ma faccio parlare i fatti. Questo è un uomo che ha vinto tutte le sfide impossibili affrontate. Pensi alla fase del costruttore, poi a quella televisiva: sì, ma aveva Craxi alle spalle, dicono. E nel calcio c’era forse Craxi? Lo aspettavano al varco, pensavano di spennarlo, e invece innovò il settore e conquistò più trofei di ogni altro. E vogliamo parlare dell’ingresso in politica? Nel ’94 fondò un partito in quattro mesi prima di vincere le elezioni».
Eppure a sinistra non la pensano così...
«Lo so, conosco il mio paese, è complicato da guidare specie se hai alleati bravi e meno bravi e se ti scontri con una recessione mondiale, come è avvenuto all’Italia negli ultimi anni. Qui ci vorrebbe Gesù Bambino per risolvere al volo tutti i problemi dell’Italia. E l’ho detto anche a un’altra persona».
A chi?
«Al professor Romano Prodi. L’ho incrociato in aereo, andavamo a Roma tutti e due, io per partecipare alla trasmissione di Rete4, lui per impegni politici. Ma è difficile far passare questi messaggi e sa perchè?
No, lo dica lei...
«Perchè in questa contesa non contano i risultati, ma i sentimenti, essere contro o a favore di Berlusconi. Io non so se vincerà o perderà le prossime elezioni ma so che ha sdoganato non solo Fini e quelli di An».
E chi altro?
«Ha sdoganato anche me e Capello. Io facevo l’allenatore in provincia, Fabio lavorava coi ragazzi. Dobbiamo a lui la nostra carriera. Gliene sarò grato per sempre».
Avete per caso parlato del Milan attuale?
«L’ho trovato protettivo nei confronti di Ancelotti. Io arrivo dal Real e chiedo: chi altro, se non Berlusconi, avrebbe tenuto un allenatore che perde la finale di Coppa Campioni condotta 3 a 0 all’intervallo?».