Dalla Hoepli il dizionario di vie e piazze

Ciovasso, chi era costui? Eppure il personaggio (con il diminutivo Ciovassino) non dovrebbe essere sconosciuto ai milanesi, visto che dà il nome a una via del centro, nel quartiere Brera. Ma, vuoi per distrazione, vuoi per abitudine, raramente si fa attenzione ai nomi delle vie che non rientrano nel nostro perimetro quotidiano. E ancor meno ci si interroga sull’origine di quelle denominazioni. O quando lo si fa, manca lo strumento per soddisfare questa legittima curiosità. Ciovasso, comunque, era il nome di un’antica famiglia medievale venuta a Milano da Ciovasso, o Chivasso, nel Monferrato e che prese dimora in quel luogo. Più difficile, invece, è sapere - per restare nel quartiere - l’origine delle vie Fiori Chiari e Fiori Oscuri. Le spiegazioni sono controverse. Secondo alcuni i nomi deriverebbero dal fatto che, in tempi lontani, l’area ospitasse da una parte un ricovero di pie fanciulle e dall’altra una più redditizia casa di malaffare. Ma ci sono anche altre ipotesi, che si possono leggere nel bel libro Le vie di Milano. Dizionario della toponomastica milanese di Vittore e Claudio Buzzi, edito da Hoepli. Il volume (con tavole di Giovanni Dradi, 432 pagine, 35 euro) viene presentato oggi alle 18 al Teatro dei Filodrammatici, nell’omonima via. Con l’autore Claudio Buzzi intervengono Giovanni Cislaghi, docente nella Facoltà di Architettura civile del Politecnico, e Sandro Bajini, con letture da Carlo Porta sulle contrade milanesi. I diritti d’autore sono devoluti al reparto di Ortopedia Pediatrica diretto dal dottor F. Motta dell’Ospedale dei Bambini, «Vittore Buzzi».
Il dizionario della toponomastica milanese offre dunque il racconto - che si presta a diverse letture - delle oltre 4.250 strade che ne disegnano l’aspetto e ne definiscono il carattere. Con luoghi, fatti e personaggi che hanno reso grande Milano. Una storia ideale e quotidiana della città tra curiosità e leggende. L’opera si addentra nel tessuto minuto della città descrivendo le chiese, i teatri, i palazzi, i giardini, ma anche le cascine e i campi al limitare del territorio urbano.
Il volume è preceduto da un saggio, sulla cartografia milanese, di Giovanni Cislaghi, ed è arricchito dalle tavole di Giovanni Dradi, tratte dall’ormai «storica» «Città di Milano. Mappa del centro storico a volo d’uccello».