Hoffman: «Basta cinema, meglio la tv»

«Quanti ruoli da protagonista vengono scritti oggi nel cinema per un attore di 74 anni? Tra film in 3D, personaggi giovani, nuove tendenze, non si scrivono più ruoli per gente della mia età». Non è lo sbotto dell’ultimo outsider ma una dichiarazione del plurioscarizzato Dustin Hoffman (la prima statuetta nel 1967, all’esordio, per una splendida interpretazione ne Il laureato). L’uomo di classici come Uomo da marciapiede, Tootsie, Kramer contro Kramer, Rain Man ora si butta sulla televisione che definisce «più interessante e creativa del cinema». Ora è uno dei protagonisti del serial Luck, una grande produzione ambientata nel mondo delle corse dei cavalli, in arrivo nei prossimi giorni sul canale Hbo. «Non puoi esprimerti al meglio nell’attuale mondo del cinema. C’è troppa burocrazia, ci sono commissioni, incontri, si è tutti sul set ma nel processo creativo ci sono troppe teste che si scontrano fra loro. In tv, alla Hbo, una volta che hai avuto il via parti. Qui tutti cercano di dare il meglio senza troppi intoppi e trasmettono a noi questa sensazione. Quindi penso che per qualche anno i migliori scrittori e sceneggiatori si dedicheranno alla televisione, non al cinema».
In effetti c’è una lenta ma consistente migrazione di grandi attori e registi dal grande al piccolo schermo. L’ultimo esempio, sempre sulla rete Hbo (ma ora visibile anche in Italia) è la serie Boardwalk Empire diretta da Martin Scorsese e poi si possono citare I Sopranos, Mad Men e attori come Al Pacino, Julienne Moore e, non ultimo, Nick Nolte che è nel cast di Luck insieme a Hoffman. Dunque, in Luck Hoffman interpreta Chester «Ace» Bernstein, uno strano personaggio che ha trascorso tre anni in prigione. «Penso sia un uomo che cerca di vivere una vita più decente possibile - commenta Hoffman - in un universo alternativo». Luck è un serial molto movimentato e affascinante, con Nolte nel ruolo di un allenatore di cavalli e tanti personaggi di contorno, dagli scommettitori agli allibratori. E poi ci sono i cavalli, con cui Dustin non ha mai avuto molta dimestichezza: «Sono un camminatore, faccio una certa fatica a mettere le gambe a dorso di cavallo», commenta, ma insomma è andato tutto bene nel girare il serial. La tv insomma lo affascina anche se non la segue molto spesso: «Non sono un telespettatore fedele, preferisco essere protagonista, ma ho chiesto consiglio a mia moglie e poi ho firmato subito un contratto. Penso di stare in tv per parecchio tempo, magari fino a ottant’anni». La seconda serie di Luck infatti è già in cantiere e Dustin Hoffman, per la tv, sta girando, da regista, il serial inglese per la Bbc Quartet.