La holding dei fratelli cravattari

Usura e videopoker: 2 arresti, 9 denunce del nucleo provinciale di polizia tributaria della Guardia di Finanza. La prima operazione scatta un anno fa quando i «segugi» delle fiamme gialle si mettono sulla rotta di due abili quanto disonesti intermediari finanziari di 51 e 55 anni, D. Z. e G. Z., due fratelli romani. Con la complicità di banchieri e professionisti compiacenti i due, in dieci anni di attività (con sede a piazzale Clodio), mettono su un’holding dell’usura e dell’estorsione. Ai loro «clienti» si presentano come agenzia finanziaria proponendo prestiti a tassi tutto sommato congrui: «Per il pagamento ci sono dilazioni, non ti preoccupare» garantiscono ad artigiani e piccoli commercianti sull’orlo del fallimento. Poi, invece, finiscono per richiedere loro tassi fino al 300 per cento. «Se non ti fai trovare (all’appuntamento per restituire il denaro, ndr), ti potrebbe accadere qualcosa di male», li minacciano per telefono. Tutta gente disperata a cui le banche non dà più credito e che alcuni impiegati spietati e corrotti (in tre sono stati denunciati per concorso in usura ed estorsione) indicano a D. Z. e G. Z., ora ai domiciliari, come «prede appetibili». «Appena avuto il nominativo - spiega il colonnello Giuseppe Magliocco - i due guarda caso piombano nei pressi dell’attività del malcapitato, lo avvicinano, si pongono come l’ultima occasione di salvezza. Invece, per gli usurati comincia l’inferno». A un «padroncino», D. Z. & brother finiscono per «requisire» il furgone con cui lavora. Al proprietario di un autosalone sottraggono automobili a «pegno» del prestito. «Tutte operazioni - dicono gli inquirenti - per cui le vittime emettono false fatturazioni». Se il conto non viene saldato, la gang spedisce dai debitori legali e consulenti «amici» (due i denunciati) per approntare un piano di cessione di beni mobili e immobili. «Dimostrare i reati non è stato facile - aggiunge Magliocco - i due si muovevano lungo un labile confine tra legalità e illegalità. Fondamentali sono state le testimonianze delle vittime, una decina. Invitiamo chiunque si trovi in situazioni simili a contattarci al 117». Intanto, negli ultimi quattro giorni sono scattati altri 6 sequestri di videopoker e macchinette truccate a Montesacro, Tor Sapienza e sull’Appia. Una sessantina quelli già requisiti nell’operazione «Poker d’Assi» avviata la scorsa settimana. Bastava spingere il tasto di un telecomando per trasformare un innocuo videogioco in un micidiale poker mangiasoldi. Quattro i gestori di bar e circoli ricreativi denunciati.