Holland musicista dell’anno Tra gli italiani due ex aequo

Rava e Minafra primi alla pari, Cafiso è la miglior promessa

Franco Fayenz

da Milano

È appena arrivato in edicola il numero di gennaio 2006 della rivista Musica Jazz. Rende noti in dettaglio, fra l’altro, i risultati del Top Jazz 2005, il referendum con il quale la rivista edita da Hachette-Rusconi si affida ai pareri di una sessantina di esperti per eleggere i migliori musicisti e i dischi più significativi dell’anno, italiani e stranieri. Il primo Top Jazz è stato indetto nel 1982. Da allora le varie classifiche hanno assunto un’importanza sempre maggiore: lo sanno bene i critici interpellati che, all’inizio di ogni autunno, si vedono arrivare sul tavolo, soprattutto dall’Italia, una media di cinque o sei nuovi cd al giorno, non di rado velleitari e impossibili da prendere in considerazione. Ma bisogna ascoltarli. Il Top è una fotografia dello stato della musica afro-americana in un determinato momento: schematica finché si vuole e basata soprattutto sulla produzione discografica, come si conviene a un’espressione artistica in gran parte improvvisata e quindi legata alle registrazioni, ma significativa. Lo si capisce anche da come, ogni anno, chi si occupa dell’organizzazione del Top (che non è il solo in campo internazionale: basti pensare a quello della rivista americana Down Beat) ha cura di evitare, per esempio, che ricorrano troppo spesso gli stessi nomi.
Nel settore nazionale, il premio Arrigo Polillo per il disco più bello del 2005 è andato ex aequo a Tati di Enrico Rava e a Terronia del trombettista e compositore Pino Minafra, vincitore anche nella categoria delle orchestre con il suo Sud Ensemble. Un altro ex aequo riguarda il premio Pino Candini per il musicista dell’anno, che viene diviso fra il pianista Franco D’Andrea e il trombonista Gianluca Petrella. Il nuovo talento emergente è, a larga maggioranza, il giovanissimo sassofonista Francesco Cafiso che ottiene la palma con pieno merito.
Fra le ristampe discografiche internazionali la più votata è Round Midnight di Miles Davis rimessa in circolazione dalla Columbia/Legacy, nella quale il trombettista suona, fra gli altri, con Thelonious Monk. La vittoria nelle novità va a un inedito sensazionale della Blue Note riscoperto da poco, che propone un concerto alla Carnegie Hall di New York tenuto da Monk e da John Coltrane. Il musicista dell’anno è il contrabbassista Dave Holland, il gruppo migliore è il Wayne Shorter Quartet, il nuovo talento è il trombettista Corey Wilkes.