«Hollywood cerca nuovi clienti»

da New York

Prima Il Codice da Vinci, poi l’arresto di Mel Gibson che continua a dividere l’America tra giustizialisti e innocentisti, infine il «Confessions tour» di Madonna. Ora World Trade Center, il nuovo film di Oliver Stone. Il dibattito sul rapporto tra cinema e religione, tra mondo dello spettacolo e mondo della fede è più che mai vivace. Sarà forse l’esito dell’evangelismo esplicito di George Bush? Del radicarsi della cultura teocon? «Se fosse stato Mel Gibson a dirigere World Trade Center e non Oliver Stone, la sinistra americana sarebbe scesa in piazza», ha scritto Jonathan Hast sul Weekly Standard. Ne abbiamo parlato con Ted Baher, teologo, presidente della Commissione cristiana di Hollywood e creatore del sito web Movieguide.
Che giudizio dà del film di Stone?
«È senz’altro il suo film migliore».
Hollywood sembra divisa: da una parte i film a sfondo religioso dall’altra quelli anticristiani: perché?
«La risposta sta nella ricerca del successo. Nell’epoca d’oro di Hollywood si producevano film per tutti gli americani. Oggi si realizza un cinema per una specifica fetta di pubblico: i latinos, i gruppi evangelici, i teen-agers. Negli Stati Uniti ci sono 145 milioni di cristiani e tutti gli studios stanno aprendo un dipartimento che produrrà film cristiani».
In questi giorni un filmetto come Talladega nights contro la maggioranza evangelica del sud, è balzato ai primi posti al boxoffice...
«Hollywood ci ha disabituato a divertirci con un umorismo positivo. Una volta si rideva guardando Bob Hope, oggi si ride facendo a pezzi una religione o un gruppo sociale».
Come spiega allora l’avvento di una cinematografia religiosa?
«Con la sete del pubblico. L'incoraggiamento delle chiese ad andare a vedere questi film. Anche se sono fatti da Oliver Stone. I due migliori film religiosi prima della Passione di Gibson sono stati Momenti di gloria e il Gesù di Zeffirelli, entrambi diretti da artisti non precisamente cristiani. Non mi stupisco che Stone sia stato spinto dalla sua fede a girare questa pellicola».
Non si stupisce nemmeno davanti al tour musicale di Madonna e al suo invito al Papa?
«Madonna è confusa. Chi non abbia una coscienza cristiana non può capire quale danno creino le sue follie».
E Il Codice da Vinci, visto da centinaia di milioni di persone?
«Ron Howard e Tom Hanks sono convinti di non aver nuociuto al cristianesimo. Specialmente Hanks, diventato ortodosso da quando ha sposato una moglie greca, crede di non aver fatto del male alla Chiesa».
Il nuovo filone religioso deriva dalla professione evangelica di Bush?
«Non credo. La rinascita cristiana di Hollywood è partita molti anni fa. L'anno più buio era stato il 1985 in cui era apparso solo un film cristiano. Oggi il 47% delle pellicole ha contenuti di fede: Hollywood cerca clienti».
Così, secondo lei, il cinema cristiano è appena all'inizio?
«Il 2007 sarà un grande anno. Arriveranno sul grande schermo Hidden secrets di Carey Scott, Facing the giants su un allenatore di football cristiano, Bella diretto dall’amico di Mel Gibson, il messicano Alejandro Gomez, The Nativity story sulla nascita di Gesù, Amazin Grace, sul parlamentare inglese William Wilberforce che dopo la conversione ha lottato per abolire la schiavitù».