Hollywood Con Costner, DiCaprio e il «bis» di Douglas l’America racconta truffe e crolli al tempo della crisi

Se gli italiani, incapaci d’un nuovo «Umberto D.» (il capolavoro di De Sica, 1952), parlano di ieri, per tacere sull’oggi (Mario Martone, per dire, gira un film sul Risorgimento, «Noi credevamo», con Toni Servillo come Giuseppe Mazzini e Luca Zingaretti, alias Francesco Crispi), gli americani usano la crisi attuale per fare il punto sull’animo umano, in tempi di drammatici cambiamenti sociali.
Così la 20th Century Fox prepara il seguito di «Wall Street» (1987), fortunata pellicola di Oliver Stone che valse l’Oscar a Michael Douglas. In cerca di rilancio, la star sarà di nuovo nella versione up-to-date «Money never sleeps», «Il denaro non dorme mai». Stavolta, lo squalo Gordon Gekko («Se hai bisogno di un amico, prendi un cane», la battuta di culto) è alle prese con gli hedge fund.
Un altro dramma sulla recessione, «The Company Man» (targato Warner) vedrà Kevin Costner, Tommy Lee Jones e Ben Affleck (regia di John Wells) alla prese col ridimensionamento d’una società. Che succede, insomma, tra chi viene fatto fuori e chi resta in azienda, mentre fuori esplode la rabbia populista? Gira intorno all’economia della truffa pure «Conspiracy of Fools» (La congiura dei pazzi), prodotto da Leo DiCaprio, qui anche attore, con la regia di Robert Schwentke. Tratto dall’omonimo libro del giornalista Kurt Eichenwald, il film tratterà il caso Enron, multinazionale texana collassata per cattiva gestione, dall’ottica di un impiegato di fresca nomina. Tante volte aveste storie interessanti sull'economia della truffa, c’è il sito interviewopportunity@gmail.com per raccontarle: magari potreste farne un film in America.