A Hollywood il kill team per far fuori Osama 

Mentre Kathryn Bigelow e Mark Boal sputavano
sangue a Hollywood, per trovare i fondi e finanziarsi, finalmente, il
loro film su Osama Bin Laden, è arrivato giustappunto il <em>kill
team</em> che ha fatto secco il leader di Al Qaeda. Adesso <em>Kill Bin Laden</em> avrà un bel po' di sostenitori

Che fortunata coincidenza. Mentre Kathryn Bigelow e Mark Boal sputavano sangue a Hollywood, per trovare i fondi e finanziarsi, finalmente, il loro film su Osama Bin Laden, è arrivato giustappunto il "kill team", che ha fatto secco il leader di Al-Qaeda. Non era mai successo che la morte d'un capo politico capitalizzasse così in fretta un progetto cinematografico. Così adesso Bigelow&Boal, rispettivamente la regista premio Oscar (per The Hurt Locker, sulla guerra in Iraq) e unica donna a girare film bellici d'un certo spessore e il suo bravo sceneggiatore, quello che preferibilmente lavora con lei, si ritrovano in pista alla massima velocità. Kill Bin Laden avrà un bel po' di sostenitori economici, ora, stando a Variety, la Bibbia degli hollywooditi. Intanto, si sa già che il set aprirà a giugno, però circola il massimo riserbo sulle locations: quasi sicuramente si batterà il ciak in Afghanistan, ma la consegna del silenzio la dice lunga sul livello di sicurezza del progetto Kill Bin Laden. Non è che i due autori stessero dormendo, prima dell'irruzione dei Navy Seals scelti nel compound segreto del terrorista: da almeno un anno pensavano di dar vita a una storia su Osama Bin Laden, però con focus sull'inutilità della guerra. Qualcosa di minimalista e pacifista, per così dire, ma al momento tutto va rivisto. Soprattutto considerando le vibrate reazioni dei parenti delle vittime dell'11 settembre, stando alle quali sarebbe minimo il margine per un "volemose bene" all'insegna del buonismo leftist, serpeggiante anche da noi.

Se, inizialmente, Mark Boal, da bravo ex-giornalista investigativo, pensava di narrare le dinamiche emotive all'interno del gruppo operativo, inviato a eliminare il pericoloso capo dell'Islam più violento,ora che Osama è morto la sceneggiatura avrà un altro cuore. Soprattutto perché lo script iniziale prevedeva una certa dose di sfortuna, che mandava all'aria l'operazione "uccidere Geronimo". Eliminate le sfumature sentimentali,tolto il lato fatalistico, si partirà proprio dal conflitto a fuoco: sono previsti 40 minuti di sparatorie, al cui termine lo spettatore potrà seguire, al ralenti,proprio quel proiettile che va a conficcarsi direttamente nel cervello di Bin Laden. O, almeno, così riferisce il sito Usa Deadline, specializzato in anticipazioni cinematografiche. Quanto alla Bygelow, anche ex-moglie del regista James Cameron, firmatario del kolossal Avatar, preferisce stare a vedere. Che cosa? Le reazioni del mondo arabo, pare. Sono quelle le più preoccupanti e le più interessanti, per un film in aggiornamento continuo. Naturalmente, nessuno si aspetta un Kill Bin Laden dal finale esegetico, o trionfalistico: il duo creativo all'origine del progetto sta in guardia più che mai. Però già si fanno i nomi di Megan Elison (True Grit) e di Joel Edgerton (Animal Kingdom) per un cast ancora in alto mare. "Kathryn Bygelow e Mark Boal stanno digerendo le ultime notizie. La settimana prossima provvederanno a ristrutturare il loro film, con l'intelligenza che caratterizza il loro lavoro", scrive Variety. Ancora una volta, la realtà supera la fantasia, mentre la Paramount annuncia un altro progetto su Osama: si tratta di Jawbreaker, altro erigendo film sull'uccisione di Bin Laden, ispirato dall'omonimo romanzo di Gary Bernsten. Insomma,la morte di Osama è la vita del box-office.