Holyfield torna sul ring per stendere i debiti

Quel tipo chiamato “Camposanto“ può temere una montagna umana alta 14 centimetri (m.2,13) e pesante 45 chili più di lui? Deve aver pensato: meglio lui dei creditori. “Camposanto“ Holyfield non ha avuto dubbi. Nelle tasche i dollari tintinnano sempre meno, le chiamate in tribunale diventano più frequenti. Come cavarsela? Due match per salvare la casa e pagare l’ex moglie. Non c’è ex pugile che non pensi al ring come l’angolo della salvezza. Evander Holyfield è uno dei tanti, un po’ più vecchio di altri (46 anni suonati), ma non peggio di quelli che si sono trascinati sul quadrato fino allo scoccare dei 50 anni. Creditori e fisco gli stanno tirando gli stessi cazzotti subiti da Joe Louis e Ray Sugar Robinson, da Mike Tyson e altri meno noti e meno ricchi.
Nella carriera Holyfield ha raccolto almeno 300 milioni di dollari. Nel 1991 era lo sportivo più pagato del mondo: incassò 80 miliardi tradotti in lire, più di Senna e Prost, Tyson e Michael Jordan. Un anno fa si ripresentò sul ring e perse da un altro russo, Sultan Ibragimov, intascando 6,5 milioni di dollari. Oggi, stasera a Zurigo, combatte per 750mila dollari: una mancetta per i problemi che deve risolvere. Non solo quello di battere Nicolay Valuev, la montagna russa che porta con sè il titolo mondiale Wba, ha dieci anni in meno e sembra un automa quando tira colpi. Holyfield deve saldare un po’ di conti: una ex moglie ha cominciato a strepitare quando non ha visto arrivare gli alimenti per il figlio, due mesi di “dimenticanza“ e sono seimila dollari da pagare. Una società privata dello Utah si è rivolta ad un tribunale per ottenere il mancato pagamento di mezzo milione di dollari per lavori di giardinaggio eseguiti nella sua casa da favola. Appunto, la reggia che Holyfield si è fatto costruire ad Atlanta sulla highway, che da lui prende il nome, è una miniera di debiti: 109 stanze, 17 bagni, 3 cucine, una pista da boowling, senza contare le piscine o i garage per le auto di valore. Un castello da 10 milioni di dollari su 5mila metri quadri di terreno: a rischio di confisca. «Mi costò un’enormità, fu una pazzia, non so cosa mi prese quando firmai il contratto», ha ammesso Camposanto. Le bollette hanno cominciato a far male. Nel 2003 una luminaria gli costò 17mila dollari per un mese. Allora il suo guadagno mensile lordo era stimato in circa 604mila dollari. «Però le tasse mangiano più del 30 per cento, la mia ex moglie mi ha spolpato milioni....». E oggi Holyfield racconta quello che fu e quello che aveva. Gli sono rimasti i pugni, non più d’oro quanto il curriculum che parla di quattro mondiali dei massimi. Lo Stato di New York gli ha tolto la licenza e lui, stavolta, combatterà con quella austriaca. Oggi Evander ha 46 anni (e 62 giorni) suonati, e non si sa quanto sia suonato di suo. Ma l’idea di essere l’unico a riconquistare la quinta corona dei massimi e, magari, a rientrare nella storia come il più vecchio re dei massimi (Foreman ce la fece a 45 anni e 299 giorni) è già un elisir di gioventù.
Certo la faccia è quella di un giovane vecchio, non più di un baldanzoso “Camposanto“ passato indenne perfino dai morsi di Tyson. La sua tecnica avrebbe fatto un sol boccone della boxe da cavernicolo di Valuev. Ma il tempo fa danni quanto i pugni. Il mondiale di Zurigo somiglia tanto ad una farsa. C’è aria di ko. Anche per la boxe. Ma è una storia che dura da secoli.