«Alla Honda sono più libero e veloce»

La nuova vita di Rubens Barrichello: «In Ferrari mi sono dovuto adattare al kaiser. Qui lavoro il doppio, ma con la certezza di essere protagonista. A Maranello era dura: il rapporto fra Todt e Schumacher è troppo stretto»

S i comincia domenica in quel del Bahrein, deserto degli sceicchi e dei petroldollari. Una stagione lunga diciotto Gran premi perché manca quello di Spa, saltato per problemi di budget. Ma tornerà. Diciotto Gp per confermarsi come il campione del mondo in carica Fernando Alonso, campione che correrà ancora con la Renault pur avendola virtualmente lasciata a novembre, quando firmò per la McLaren 2007. Diciotto Gp per emergere come cerca di fare da tempo Rubens Barrichello, approdato sulla terra promessa della Honda per dimostrare a se stesso e al mondo che Schumi lo oscurava. E diciotto Gp servono a Kimi Raikkonen per mettersi in tasca il titolo prima di passare alla Ferrari. La freccia d’argento pareva spuntata, ma nelle ultime settimane ha avuto un moto d’orgoglio ed è tornata a far paura. Soprattutto, diciotto Gp per riprendersi il titolo come sognano kaiser Michael Schumacher, la Ferrari e l’Italia rampante. Ma ammettiamolo: diciotto Gp anche per cullare un altro sogno: quello di vedere un italiano in carne ed ossa in lotta per il mondiale. E l’italiano c’è. Si chiama Giancarlo Fisichella. Ha la velocità giusta, l’esperienza giusta, ha persino la macchina giusta: la Renault campione del mondo.