Honduras: continua la guerra dei due presidenti

Il golpista Micheletti contro Zelaya. E la fragile tregua fra i contendenti potrebbe saltare. Obama manda il suo emissario.

Continua in Honduras la guerra dei due presidenti. Il golpista Roberto Micheletti contro il deposto Manuel Zelaya. Sembrava che, nelle scorse settimane, si fosse raggiunto un accordo fra le parti, per disinnescare finalmente il rischio di una guerra civile. Ma forse non è così e la situazione, sempre tesa, potrebbe degenerare. Barack Obama, sempre più preoccupato, ha inviato nel Paese il numero due del Dipartimento di Stato Craig Kelly, ma la missione del diplomatico non ha sortito alcun effetto, almeno fino a questo momento. L'alto funzionario ha incontrato prima Micheletti e poi Zelaya che, dopo essere rientrato fortunosamente in Honduras, vive barricato nell'ambasciata del Brasile a Tegucigalpa. E' stato Zelaya a dire chiaro e tondo a Craig che l'intesa siglata il 30 ottobre scorso è di fatto fallita. In pratica, i golpisti starebbero cercando con ogni sorta di cavillo di arrivare alle elezioni del 29 novembre senza cedere il potere a Zelaya. E a questo punto il piano faticosamente messo a punto a ottobre per chiudere la ferita istituzionale perderebbe ogni credibilità. Il Consiglio permanente dell'Organizzazione degli stati americani non invierà osservatori in Honduras per le elezioni.