Hopa, bresciani attesi al varco

da Milano

Giampiero Pesenti ieri è stato insolitamente diretto: «Bazoli era davvero sconcertato», ha detto in risposta a un azionista di Italmobiliare che gli chiedeva un commento sul futuro di Mittel all’accordo tra gli imprenditori bresciani di Fingruppo e Palladio. «Quando si interrompono dei negoziati lo si dice prima. Non si fa lavorare la gente fino al venerdì sera per poi dire il lunedì mattina che non se ne fa nulla. È stato un modo di agire non usuale che non fa onore a chi ha fatto la trattativa». Mittel, però, va avanti: «Ci incontreremo come azionisti e come componenti del cda per fare qualche cosa, anche se per il momento di convocazioni non ce ne sono». Sul fronte Mittel, dunque, la mossa degli imprenditori bresciani non è ancora stata digerita.
E lo stesso può dirsi per quanto riguarda gli altri azionisti di Hopa, «spiazzati» da una decisione giunta assolutamente inattesa. In prima fila il Monte dei Paschi, azionista al 9,16% della finanziaria bresciana e ormai pronto ad acquisire il 7,13% controllato da Unipol. «Ora aspettiamo il piano industriale», ha detto ieri il numero uno della banca senese Giuseppe Mussari a chi gli chiedeva le intenzioni dell’istituto. «I soci di Fingruppo hanno esercitato un loro diritto». Dichiarazioni improntate al fair play. Ma già la prossima assemblea di Hopa in calendario il 9 maggio potrebbe portare allo scoperto i malumori di Siena che puntava (attraverso l’opera del presidente di Hopa Marco Morelli, che è anche vicedirettore generale di Mps) a ritagliarsi un ruolo di primo piano nella nuova superMittel e che ora non esclude più di uscire al più presto dalla finanziaria bresciana. Approfittando della scadenza del patto di sindacato del prossimo settembre. Anche se, avverte una fonte bancaria, per il momento tutti gli azionisti finanziari in uscita (Bpi, Unipol, Antonveneta) sono in attesa che la nuova compagine degli imprenditori del Nord-Est scopra le sue carte.