Hopa e Palladio, nuova «razza padana»

Una «newco» controllerà le due società L’ipotesi fusione

da Milano

I vicentini di Palladio, guidati dalla coppia Giorgio Drago & Roberto Meneguzzo, e i bresciani della Hopa di Chicco Gnutti e Tiberio Lonati hanno trovato l’accordo per mettersi insieme: nasce la nuova «razza padana». Anche se più veneta e, forse, più aristocratica, di quella storica di matrice lombarda che ha fatto epoca a fine secolo scorso, con la scalata Olivetti-Telecom. Nasce una superfinanziaria che, comprese le varie società, controllerà, tra l’altro, il 3,7% di Telecom Italia, il 2,4% di Mps e più dell’1% delle Generali.
L’intesa è stata in sospeso per mesi, dopo che a carico di Hopa è emerso un accertamento fiscale con il rischio di una multa da 1,6 miliardi per l’evasione delle plusvalenze incassate dalla Bell in occasione della cessione della maggioranza di Telecom Italia, nel 2001. Ebbene, i due gruppi hanno ieri chiuso l’operazione, curata nei dettagli dallo studio legale bresciano Zulli Tabanelli, individuando precisi meccanismi contrattuali idonei a tutelare i soci veneti, estranei alla faccenda. In altri termini, l’operazione andrà avanti comunque, mentre le eventuali pendenze fiscali resteranno a carico dei vecchi soci di Hopa.
La definizione di tali questioni sarà comunque propedeutica a ulteriori passaggi societari, quali per esempio la fusione di Hopa con Palladio. Per ora l’accordo di costituire una «newco» che controllerà il 51% di Hopa e il 100% di Palladio attraverso il conferimento delle rispettive quote nelle due società. I vicentini verseranno ai bresciani anche un conguaglio in denaro, la cui entità verrà determinata alla chiusura dell’accordo (prevista per fine anno). Con ogni probabilità si tratterà di una somma inferiore ai 300 milioni recentemente raccolti da Palladio con un aumento di capitale. Gli azionisti della newco saranno al 55% i veneti (Meneguzzo, Drago, Efibanca, Veneto Banca e quattro famiglie venete: Ricci, Bernardi, Bocchi, Spiller. Insieme con il nuovo partner bancario Hsbc) e al 45% i soci privati di Hopa (Fingruppo e altre famiglie bresciane). Inizialmente Hopa e Palladio resteranno due società sorelle ma l’obiettivo è arrivare alla fusione. Ai vicentini, guidati da Drago e Meneguzzo, spetterà la guida operativa della società, con la nomina dell’ad. Le linee strategiche e le macro-operazioni saranno però condivise da tutti i soci.
Le nozze si propongono di mettere insieme il mondo imprenditoriale e finanziario veneto e lombardo, un mondo che finora ha giocato un ruolo da outsider rispetto alla grande finanza milanese, e creare così una investment bank al servizio della media impresa dei territori di riferimento.