Hopa, i bresciani e le banche divisi su tutto

da Milano

La strappo tra i soci di Hopa è tutt’altro che ricucito. Ieri, in occasione dell’assemblea della finanziaria bresciana (e di quella del suo primo azionista, la Fingruppo), lo si è capito bene. Il mancato accordo con la Mittel di Giovanni Bazoli (a cui stava lavorando il presidente di Hopa, Marco Morelli, con l’appoggio delle banche socie Mps, Bpi, Abn e con Unipol), e il blitz con cui Fingruppo (nucleo di vecchi soci bresciani guidato da Chicco Gnutti e dall’ad di Hopa, Ettore Lonati) ha stretto un’intesa per fondersi con Palladio Finanziaria, è ieri sfociato in un netta presa di posizione di Morelli: «Il sottoscritto e il cda di Hopa non hanno ricevuto nessuna comunicazione formale o informale sui termini dell’accordo che i soci di Fingruppo hanno sottoscritto». E Morelli attende «una spiegazione».
In realtà la posizione delle banche sembra difficile da raddrizzare: il cda di Fingruppo ha già ieri approvato in via preliminare l’accordo con Palladio. Predisponendo un’informativa allo stesso Morelli, per invitarlo a convocare un cda di Hopa necessario a dare il via a una due diligence sulla stessa Hopa. In proposito va registrato un primo ammorbidimento, tra i banchieri: quello di Divo Gronchi, ad della Bpi.
Inizialmente seccato come gli altri, Gronchi ha ieri detto che «quelli di Palladio sono persone serie. Per ora restiamo in entrambe le società (Bpi è socia anche di Palladio, ndr) poi valuteremo». Entusiastiche le dichiarazioni di Lonati, che ha rivendicato il merito dell’accordo: «L’ho firmato io», ha affermato. E Gnutti ha apprezzato? «Certo che gli è piaciuto». Tra Fingruppo e Palladio, ha aggiunto l’ad di Fingruppo, Diego Rivetti, c’è una «grande compatibilità» sia per quanto riguarda «i modelli di business» che «i soci». Tra Morelli e Lonati sono diverse anche le valutazioni rispetto alla quota pesante del 3,7% di Telecom Italia. Grazie all’accordo con Palladio, ha osservato Lonati, «finalmente rilanceremo Hopa e faremo ritornare il valore delle azioni quello di un tempo, dopo che Telecom ce l’ha massacrato» con gli ultimi due bilanci di Hopa che si sono chiusi con un rosso da 1,48 miliardi e 151 milioni. Anche se «della quota Telecom non ne abbiamo ancora parlato», ha aggiunto. Mentre Morelli sembra già deciso a puntare molto su Telecom: «La quota Telecom è un asset importante delle attività di Hopa», ha risposto a chi chiedeva se la società avesse in programma la cessione della partecipazione.
Sul fronte del gruppo di tlc va intanto registrata l’ennesima seduta negativa in Borsa: meno 1,32% a 2,08 euro. Oggi a Madrid ci sarà l’assemblea di Telefonica, dalla quale potrebbero emergere nuovi dettagli sul futuro di Telecom. Mentre Fedele Confalonieri non esclude che Mediaset possa rientrare nella partita.
«Mai dire mai non è solo nei film di James Bond», ha commentato Confalonieri.
«Oggi la cosa è finita - ha aggiunto - perché di fatto è stata venduta a Telefonica. Poi in futuro chi lo sa». Per Confalonieri mettere un piede in Telecom «è come essere in un osservatorio in prima fila. Per noi avrebbe avuto senso entrare in una Telecom dove ci sono nuove piattaforme; chi fa il nostro mestiere sa come si agisce nell’acquisizione e nella diffusione dei diritti. Capisco anche che la politica possa dire la sua, insomma non ci hanno lasciato fare. Credo che una piccola partecipazione potrebbe anche valere la candela: ci sono tre reti dentro Telecom, ci sono le nuove piattaforme per vedere che cosa può essere la nuova televisione».