HORROR GIOVANILE Due fratelli pazzi e assassini rovinano la gita studentesca

Ci risiamo con i coatti dell’horror-splatter. Pubblico giovanissimo in religioso silenzio, altro che ironia, ossa fracassate, torture indicibili, mutilazioni inimmaginabili. E naturalmente una citazione d’autore: Che fine ha fatto Baby Jane?, tanto per arruffianarsi la giovane critica. Quanto al titolo, i classici della Warner, prima con Lon Chaney poi con Vincent Price, nulla c’entrano. Ancora una volta si saccheggia il cinema del passato, quello che aveva dignità e valore, cambiandone ambientazioni e regole, senza alcuno stile, senza neanche la pietosa bugia dell’orrore terapeutico.
C’è il solito gruppo di giovani, sempre uguale a se stesso, mostri tra i mostri, che per la solita panne si ritrova in una landa sperduta, in un paese sconosciuto anche alle autorità ed alla polizia, che compare nel finale. Là vivono due fratelli, assassini dementi, che gestiscono un intero palazzo di cera, pieno di cadaveri incerati, in una grottesca simulazione della realtà. Tra sgozzamenti e teste mozze si arriva al finale che lascia intendere che la faccenda purtroppo non è finita.

La maschera di cera (Usa, 2005) di Jaume Collet-Serra, con Elisha Cuthbert, Chad Michael Murray. 110 minuti