«Hospitality Suite» L’incubo di vendere il sogno americano

Il dramma che univa tre agenti di una società in crisi, alle prese con il tentativo di salvare gli affari, fu l'occasione per i protagonisti di confessarsi, di raccontare della loro vita; quello che accade in una stanza di albergo, l'ansia di un esito felice del grande colpo che il regista John Swanbeck raccontò attraverso la pellicola di The Big Kahuna, sarà trasposto per la scena del Sala Fontana dal siciliano Danilo Nigrelli con Hospitality Suite.
Affascinato dalla dimensione americana del lavoro, ma anche dall'universalità dei caratteri umani presentati dalla pellicola, Nigrelli ha preso in analisi una storia di primo acchito comune, ma trasformatasi, col tempo in una vicenda pregna di essenza: «Ammetto di aver provato sentimenti contrastanti, dopo aver letto per la prima volta questo testo - dichiara Nigrelli -. Ambientazione sociale interessante, personaggi intriganti, una storia ben congegnata con finale dolce-amaro, dialoghi serrati con punte anche di comicità. Eppure la sensazione era che non avesse peso, mi sembrava un testo privo di un'anima così palpitante. Mi sbagliavo. E Molto». Ecco come Nigrelli si è avvicinato alla drammaturgia di The Big Kahuna studiando le psicologie dei venditori di lubrificanti Phil, Larry e il giovane Bob, riuniti a realizzare il grande colpo, il grande salto. Tre individui differenti, ognuno con le proprie esperienze, con i propri drammi, spinti ad affrontare ognuno i propri limiti come se rappresentassero tre facce della stessa medaglia, tre momenti esistenziali del medesimo personaggio: l'uomo.
Inizialmente vittima di un certo pregiudizio nei confronti degli Stati Uniti, Nigrelli ha colto lo spessore dell'opera accettando e ammirando la capacità dell'autore di creare, attraverso uno stile originalmente semplice, il pretesto per uno smascheramento dell'uomo, delle proprie antiche strutture, ponendo sotto i riflettori le paure e quelle ossessioni ataviche. È con amarezza ed ironia, con punte di malinconia che fanno da contraltare al divertimento che, con questo testo, l'autore disegna l'iter esistenziale dell'uomo vittima delle sue illusioni e rassegnato alla disillusione, sempre pronto ad aspettare, a sognare, ma alla fine, tra rabbia e cinismo, costretto alla resa.
Nigrelli, leggendo la teatralità del lavoro, ha portato sulla scena una pièce incentrata attorno all'onestà, affrontando del testo quelle dinamiche non così chiare agli europei. «Ho provato a fare uno spettacolo un po' americano e un po' cinematografico. Abbiamo riempito di vita questi personaggi così di parola. Li abbiamo riempiti di vita americana, questo glielo dovevamo, per poi tentare di farli vivere una storia che in realtà è così universale, così globale, eppure così tutta loro».
Hospitality Suite
Sala Fontana, via Boltraffio 21
fino al 20 marzo
ore 20.30
tel 02-69015733