Hotel e ristoranti per gli affari crescita del 25%

Con l'Expo introiti per oltre 44 miliardi. La Camera di Commercio: "Lo spirito di
squadra di imprese e istituzioni che ha fatto vincere deve continuare". Artigiani e sindacati: "Grande occasione di sviluppo e di lavoro"

Infrastrutture, servizi, lavoro. La vittoria di Milano non è un successo solo in termini di immagine, visibilità, promozione. Ma è destinata ad avere risvolti positivi - e soprattutto concreti - sulla vita dei cittadini. Attraverso un formidabile giro d’affari che, fra nuove costruzioni, accoglienza di milioni di visitatori, imponenti investimenti, offrirà notevoli occasioni di impiego e migliorerà sensibilmente la qualità dei servizi in città. Lo sperano i sindacati, ne sono convinti gli addetti ai lavori. In particolare quelli impegnati nella ristorazione, nel commercio e nell’accoglienza alberghiera. E gli artigiani. Secondo una stima della Camera di commercio, l’Expo 2015 determinerà un aumento medio del fatturato di ristoranti e alberghi di circa il 25 per cento, con introiti destinati a superare 44 miliardi di euro: 14 miliardi per il commercio e quasi 12 per il settore manifatturiero. Si aspettano molto anche il mondo dell’agricoltura e quello del mercato immobiliare, che sperano in incrementi del proprio giro d’affari superiori al 15 per cento.
Queste le premesse. «Ora è il tempo dell’azione - avverte il presidente della Camera di commercio, Carlo Sangalli -. Devono partire subito i progetti. Lo spirito di squadra trasversale fra istituzioni e imprese che ha portato Milano alla vittoria deve continuare anche nei prossimi sette anni che vanno sfruttati al meglio». Sorride anche Marco Accornero, segretario generale dell’Unione artigiani della provincia di Milano, che vede nel 2015 un «formidabile ritorno» che offrirà grandi occasioni «a tutte le componenti imprenditoriali, sociali e civili del territorio».
Ne sono convinti anche i sindacati che, se da una parte vedono nell’esposizione un’occasione di lavoro per migliaia di cittadini, dall’altra chiedono sicurezza e garanzie per il futuro, quello del dopo Expo. «La designazione rappresenta un’occasione per lo sviluppo della città - commenta Susanna Camusso, segretario generale della Cgil Lombardia -, uno sviluppo che deve essere governato a partire dal garantire la sicurezza delle condizioni di lavoro nei cantieri». E l’avvenire di chi, grazie all’Expo, troverà un’occupazione. «L’elevato volume di investimenti e la creazione di un rilevante numero di posti di lavoro devono essere gestiti con criteri di trasparenza - afferma Walter Galbusera, responsabile della Uil regionale -. Con l’obiettivo di garantire stabilità e continuità dell’occupazione che sarà indotta dalla manifestazione». Gli fa eco Fulvio Giacomassi della Cisl: «Il difficile viene adesso. Abbiamo predisposto un protocollo di intesa con il Comune e il comitato organizzatore che pone al centro proprio i temi del lavoro».