Hotel, presenze in calo ma i prezzi scendono

Federalberghi: a gennaio -7%. In calo gli stranieri. Trademark &quot;fotografa&quot; il settore. Gli italiani non rinunciano alle vacanze. Istat: <strong><a href="/a.pic1?ID=329841">vacanze più brevi ma frequenti
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Milano - Italia patria dell'ospitalità. Metti i monumenti, le chiese e le piazze, aggiungi lo spirito italiano e ne risulta un'alchimia irresistibile. Una commistione di lusso, eleganza, sapienza, sapori e cultura.
Ma il vento della crisi intiepidisce tutto e anche il settore alberghiero è in affanno. Si è accentuata infatti la flessione del mercato turistico. Il mese di gennaio ha fatto registrare un brusco calo degli indici di occupazione delle camere.

Tutti i numeri della crisi Nel 2008 gli alberghi italiani hanno registrato 246,5 milioni di presenze con una perdita del 3,1% rispetto al 2007 e nel solo mese di gennaio 2009 il comparto alberghiero ha segnato un -7,2% nei pernottamenti ed un -4,5% di lavoratori rispetto al gennaio 2008. È quanto emerge dalla valutazione di Federalberghi-Confturismo sull’andamento dell’anno 2008. Nel dettaglio i pernottamenti degli stranieri sono diminuiti del 5,8%, passando a 106,5 milioni dai 113 milioni del 2007 e quelli degli italiani sono diminuiti dello 0,9% passando dai 141,3 milioni del 2007 a 140 milioni. In più nei primi 10 mesi dell’anno il saldo attivo della bilancia valutaria turistica ha registrato un -4,4%, passando dai 10,4 miliardi di Euro nel 2007 a circa 10 miliardi di Euro. Tra le tipologie turistiche solo le località  lacuali hanno fatto la parte del leone con un +2,6% (+9,1% italiani e +0,3% stranieri). In negativo, invece, tutte le altre tipologie, con in testa le località  termali (-9,9%), le città  d’arte (-6,9%), le città  d’affari (-4,6%) le località  di mare (-3,9%) e le località  di montagna (-1,6%).

Trademark, dati su 47 città Secondo i dati di Trademark, azienda che tiene costantemente sotto controllo il polso della situazione alberghiera, a Milano la flessione è stata dell'11,5 per cento. E' andat un pò meglio a Roma (-6,8%), a Venezia (-6,7%) e a Firenze e Bologna (-5,6%).

I tre stelle resistono
Gli alberghi italiani individuali, indipendenti e di catena subiscono gli effetti della recessione economica. La media delle 47 città monitorate resituisce un calo meno drastico del date meneghino. Spalmata sul territorio nazionale, la flessione si ferma al -6,8%. Meno penalizzate dalla crisi le strutture alberghiere medio basse, dalle tre stelle in giù, dove la flessione si ferma al 4,5 per cento.

Un'impresa da 95mila milioni di euro In Italia il turismo è, tradizionalmente, una delle voci più corpose delle entrate nazionali. Un'azienda nebulizzata su tutto il territorio che porta nelle casse 95mila milioni di euro, il 7 per cento del prodotto interno lordo. Molto diffuso il turismo interno. Il 69 per cento dei turisti che alloggia nelle strutture alberghieri è composto da italiani. Una potenza di fuoco, quella degli hotel nostrani, che offre oltre due milioni di posti letto in alberghi, 1,5 milioni in campeggi e villaggi, 3,7 milioni in alloggi turistici e 600mila in altre strutture ricettive, per un totale di 8 milioni di posti letto. Dietro le lenzuola piegate e i pasti caldi, lavorano 2,4 milioni di addetti.

Iniziano a scendere i prezzi
Le stime per i prossimi tre mesi non lasciano ben sperare. Ma la crisi, confermano gli esperti del settore, dovrebbe risparmiare le date storiche. Il ponte dell'Immacolata e le vacanze natalizie hanno fatto registrare tutto esaurito. "La minore affluenza - spiega il professor Aurelio Bonini, di Trademark -, ha reso più generosi gli albergatori. I prezzi iniziano lentamente a scendere e si moltiplicano le offerte". E poi, specialmente per Milano e la Lombradia, l'avvicinarsi della scadenza dell'Expo costituisce un'ulteriore fonte di speranza.