Howe pensa in grande: «Voglio il mondiale»

«Il primato di Evangelisti? Sarà contento anche lui: dopo 20 anni forse era stanco di averlo». Italia record, seconda nel medagliere

da Birmingham

Andrew Howe, d’accordo, Antonietta Di Martino, un’altra da cui ci potevamo aspettare una medaglia. Ma gli altri? Cosimo Caliandro, Assunta Legnante, e poi Maurizio Bobbato e Silvia Weissteiner: l’Italia dell’atletica si è risvegliata all’improvviso come una grande potenza. Un effetto inimmaginabile solo tre giorni fa, prima del via alle gare di Birmingham.
Invece l’Euroindoor ci ha riconsegnato un’Italia che può guardare incredibilmente il medagliere dall’alto in basso, seconda alle spalle dell Gran Bretagna che correva in casa e soprattutto davanti a storiche potenze come Russia, Germania, Francia. Sei medaglie, nove finalisti, due record italiani, danno l’idea del salto di qualità firmato dagli azzurri, anche se adesso bisognerà confermare tutto sulle piste all’aperto con la speranza che l’aria di rinnovamento vista in Inghilterra possa soffiare fino ai mondiali di agosto in programma all’altro capo del mondo, in Giappone.
E proprio in quella prospettiva è tornato ieri a commentare l’exploit inglese il nostro uomo di punta, Andrew Howe: «Vincere la medaglia d'oro è stata un'emozione davvero unica, la situazione era totalmente avversa, ma sono stato bravo a ribaltarla in mio favore». Parole del ventunenne azzurro fresco vincitore della medaglia d'oro nel salto in lungo che ora sarà chiamato a vivere una stagione da protagonista.
Un successo prestigioso per l'atleta reatino, che ha stravinto la finale saltando 8,30 ed ha così battuto il record indoor italiano, detenuto per venti anni da Giovanni Evangelisti: «Non l'ho ancora sentito, ma credo che sarà contento anche lui - ha scherzato Howe - dopo tanto tempo forse si era stancato. Ha detto che all'aperto posso saltare 8,50? Lui è stato un grande saltatore, lo prendo in parola».
Il fresco campione europeo ha poi raccontato un simpatico aneddoto: «Sabato scorso mi si erano rotte le scarpe e sono dovuto andare in un negozio dicendo al commesso: sono il campione europeo, vorrei un paio di scarpe per la gara di domani. Al che lui è rimasto decisamente stupito».
Andrew ha poi parlato dei prossimi obiettivi: «Da maggio inizia la stagione all'aperto, prima in America e poi ad Osaka, dove punto al gradino più alto del podio». Il saltatore ha infine confermato la sua passione per il calcio e la sua fede biancoceleste: «È vero, sono un calciofilo anch'io e tifo per la Lazio».