HP: «Il computer è di nuovo personal»

Massone: «Ciò che offriamo dev’essere bello da vedere e possedere elevati contenuti tecnologici»

Il personal computer è tornato. HP ha imperniato la sua intera strategia di business sulla personalizzazione del compagno di lavoro dall’anima di silicio. Una strategia pervasiva sia nella comunicazione sia nella trasformazione delle idee in prodotti.
Tv, web, stampa, i temi della campagna lanciata da HP Personal System Group rimandano a un solo messaggio: «Il computer è di nuovo personal», proprio a sottolineare quel rapporto esclusivo che ogni utente ha con il proprio computer, quello dell’unicità dei contenuti e del modo di lavorare, che negli ultimi anni le case produttrici avevano un po’ perso di vista. HP ha capito, anche sostenuta dalla propria posizione di leadership mondiale nelle vendite dei pc, che battere la strada della personalizzazione e della focalizzazione sul consumatore, si sarebbe rivelata una politica vincente. «Abbiamo voluto ripristinare il concetto che il pc non è solo una scatola tecnologica - spiega Corrado Massone, marketing manager HP Personal System Group e SME (Small and medium enterprise- piccole e medie imprese) - ma uno strumento che ci consente di lavorare bene, indipendentemente da dove ci troviamo, anche fuori dall’ufficio. In questi anni si è persa questa percezione, puntando più sulla velocità, le performance, la qualità del software, lasciando da parte il concetto di vantaggio per l’utente finale. Il pc invece è un oggetto per definizione personale, con cui si passano 8-10 ore al giorno, compresi a volte il sabato e la domenica. Si usa anche per giocare, ascoltare musica, scaricare foto. Tutti contenuti e attività che lo rendono unico». La campagna di comunicazione «Il computer è di nuovo personal» è iniziata quest’anno a livello globale ma con tempistiche differenti nelle varie macroaree geografiche. In Italia è partita a cavallo dell’estate, approdando nella seconda metà di ottobre anche in tv. «Non è una semplice campagna pubblicitaria, ma un cambiamento a tutto tondo - continua Massone - che ha riguardato anche i nostri centri di Ricerca e sviluppo. Infatti il messaggio di marketing va supportato dalla realizzazione di prodotti innovativi, sia nel design che nella tecnologia. Per la nuova gamma di desktop, notebook, palmari e workstation (macchine ultrapotenti specifiche per ambienti di lavoro) abbiamo puntato sia sull’alta qualità della tecnologia sia sulla ridefinizione dell’ergonomia e del design. Per le workstation abbiamo puntato sulla silenziosità, un fattore importante per la qualità dello spazio di lavoro. I desktop sono più ergonomici, meno ingombranti e facili da usare. Infatti da poco abbiamo lanciato la serie Slim line, pc da tavolo poco invasivi e adatti anche a un ambiente domestico. Ma sono i notebook e i palmari i nostri cavalli di battaglia. Sono gli strumenti che ci seguono ovunque e che quindi si prestano a una spiccata personalizzazione. Devono quindi assicurare un alto contenuto tecnologico ma essere anche belli». HP sta curando particolarmente tutto il business della mobilità (palmari e notebook), anche stringendo accordi con i principali operatori di telefonia mobile per la distribuzione. Non solo, dispone anche di una gamma di ministampanti portatili per stampare anche fuori ufficio.
«Il palmare diventa oggetto per telefonare, ascoltare musica, navigare in Internet, oltre che per lavorare» - conclude il manager - e i pc da tavolo saranno sostituito presto dai notebook. Prevediamo che nel 2007 questo business crescerà ancora e noi vogliamo fornire ai clienti alta qualità tecnologica e di design, perciò insisteremo sulla strada della personalizzazione».