Hsbc entra nel gioco dell’Opa per SocGen

Bouton a colloquio con i giudici Ipotesi ricapitalizzare in consiglio

da Parigi

Il Crédit Agricole è interessato a Société Générale ed è pronto a partecipare con altre banche francesi o straniere a una cordata per lanciare un’Opa. Questo è - secondo insistenti indiscrezioni parigine, di cui si fa interprete il quotidiano Le Monde - il senso da attribuire ai contatti che il vertice della cosiddetta «banca verde» avrebbe intessuto negli ultimi giorni con alcuni stretti collaboratori del presidente Nicolas Sarkozy, in vista di un’operazione destinata alla fagocitazione di SocGen e alla spartizione dei suoi attivi. Lo scenario ideale - dal punto di vista dell’Agricole - sarebbe quello di presentarsi come «cavaliere bianco», pronto a contrastare una scalata straniera ostile (che secondo le indiscrezioni di ieri potrebbe venire dal gruppo britannico Hsbc). Se una banca estera lanciasse un’Opa su SocGen, l’Agricole e Bnp-Paribas potrebbero coalizzarsi per scatenare una contro-Opa, che godrebbe dei favori dell’Eliseo e del governo. Alla fine Bnp-Paribas terrebbe la rete degli sportelli SocGen in Francia, mentre l’Agricole ne erediterebbe le attività di banca d’affari e una parte della presenza internazionale.
Al gioco dell'Opa potrebbe partecipare anche Intesa Sanpaolo, che, secondo uno studio di Merrill Lynch, ha le carte in regola per inserirsi nella possibile cordata composta da Bnp-Paribas e dall’Agricole. Nel contesto di un’eventuale spartizione di SocGen (un impero di 135mila dipendenti sparsi per il mondo), la banca italiana - che non commenta queste voci - potrebbe essere interessata ad acquisirne attività in Europa orientale e nel Maghreb. Le voci di ipotetiche Opa e contro-Opa hanno rilanciato ieri le quotazioni dei titoli SocGen, che alla Borsa di Parigi sono arrivate nel corso della seduta ad apprezzarsi di oltre il 6% e che hanno chiuso a 81,75 euro con un guadagno del 3,2%.
Alla base delle insistenti indiscrezioni c'è la fragilità della banca, messa in gravissime difficoltà da perdite per circa 7 miliardi, di cui almeno 2 sono stati bruciati a seguito dell’esposizione ai «subprime»: altri 4,9 miliardi sono la conseguenza delle speculazioni sballate del trader Jérôme Kerviel, oggi in libertà vigilata. I giudici istruttori parigini che lo hanno interrogato martedì - Renaud van Ruymbeke e Françoise Desset - hanno avuto ieri un colloquio col presidente di SocGen, Daniel Bouton, che, a nome della sua banca, intende costituirsi parte civile nel procedimento a carico di Kerviel. Bouton - che è sul banco degli imputati anche in un altro processo per riciclaggio - ha mantenuto il massimo riserbo sull’ipotesi di un imminente aumento di capitale, ma sembra che un cda sia stato convocato per la serata con l’intenzione di procedere in tale direzione.