Hsiao Chin, idee colorate per i percorsi dell’anima

Allo Studio Marconi le opere dell’artista cinese

Luciana Baldrighi

Ultimi due giorni per visitare le opere originali di Hsiao Chin allo Studio Marconi di via Tadino 15. Ad accompagnare la mostra, un volume dal titolo Hsiao Chin. Percorsi di autocoscienza dell’anima, in cui Maurizio Vanni sottolinea l’abilità dell’artista di interpretare «l’attività cosciente dell’uomo e il principio di vita di ogni essere vivente». Di effetto è la tecnica usata da Hsiao Chin per rappresentare il proprio mondo introspettivo: forme colorate, a volte geometriche, apparentemente semplici e circolari.
Fondamentale per comprendere il percorso artistico dell’autore è il film di Ginetto Campanini Con l’Universo nel cuore: si parte dal momento in cui Chin fonda il Movimento di arte astratta «Ton Fan» per arrivare alle sue opere della maturità, non tralasciando le influenze spirituali di natura taoista e buddista. Il film fa parte del percorso della mostra per potere rintracciare il significato delle forme e dei colori del pittore e della sua poetica. Ma Chin è stato anche fondatore di tre Movimenti internazionali del quale lui stesso è una «sintesi felice».
Il suo percorso artistico e umano si divide tra Londra, Parigi e Milano, città nella quale torna nel 1971 per dedicarsi all’insegnamento: comincia all’Istituto Europeo del Design per poi approdare all’Accademia di Belle Arti di Brera. Nel 1988 espone con una grande retrospettiva allo Studio Marconi, ma la vera maturità artistica e poetica l’autore la raggiunge negli anni Novanta con quattro grandi cicli di opere denominate: «Passaggio alla Grande Soglia», sublimazione della morte della figlia Samantha, «Verso il giardino eterno», «L’inizio della rinascita» ed «Evoluzione cosmica». Tra le opere migliori la serie di «Xuan» del 1997, «Samadhi», del 1995, «Vortice della luce 1», «Il big beng» del 2001 e «Meditazione sulla sorgente 3» del 2004.