Hub e metrò rischiano di finire sotto il Tavolo

L’incontro su infrastrutture e finanziamenti si chiude con un nulla di fatto. Nuovo vertice il 30

Sabrina Cottone

Malpensa è in pericolo e non solo per le smanie di chi vorrebbe trasferire a Fiumicino il cuore dell’Alitalia. A metterla in crisi è la mancanza di infrastrutture di collegamento (treni e strade), che ne ostacola il ruolo di hub di riferimento per tutto il Nord. Si è parlato anche di questo al Tavolo Milano tra istituzioni locali e governo, che però si è chiuso con un nulla di fatto. La discussione è stata rinviata al 30 novembre, quando il tema delle strade e dei binari che mancano sarà affrontato a Palazzo Chigi insieme con il ministro per le Infrastrutture, Antonio Di Pietro, assente (come il premier, Romano Prodi) al vertice di ieri in prefettura.
Il coro è unanime, da Roberto Formigoni a Letizia Moratti a Filippo Penati. «Malpensa deve essere confermato come hub intercontinentale. Occorre provvedere insieme e in tempi quanto più possibili rapidi al completamento dei collegamenti stradali e ferroviari previsti» dice il presidente della Regione. «Un sistema di infrastrutture migliori è una delle misure indispensabili per recuperare i 17 milioni di passeggeri del Nord che non scelgono Malpensa come hub» sostiene il sindaco, che spinge anche sulle metropolitane («chiederemo al governo di esplicitare i finanziamenti alla linea 5 e al collegamento tra la Centrale e Linate»). In sintonia il presidente della Provincia: «Va affrontato il problema dei collegamenti». Sulla difesa dello scalo e delle vie d’accesso l’intesa è trasversale.
A guidare la missione milanese il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enrico Letta, seguito da una pattuglia di ministri (ai Trasporti Alessandro Bianchi, agli Affari regionali Linda Lanzillotta, alle Pari opportunità Barbara Pollastrini e infine all'Innovazione e le tecnologie, Luigi Nicolais). Letta ha assicurato un impegno a modificare l’emendamento alla finanziaria nel capitolo che riguarda le infrastrutture per Milano. «Il 30 novembre sarà il giorno della verità» sottolinea Formigoni, che per avere una riunione più concreta possibile ha chiesto la presenza dei vertici della Rfi (la rete ferroviaria italiana) e dell’Anas. Sul tavolo c’è il tema del trasferimento alla Regione dei poteri concedenti sulle grandi opere, al momento tutt’altro che chiaro. «Abbiamo apprezzato la disponibilità del governo a riformulare il testo in modo che siano chiari i poteri della Lombardia per Pedemontana, Bre.Be.Mi e Tem» spiega Formigoni.
Al tavolo si è discusso di titolo V e città metropolitana. Il ministro Lanzillotta ha spiegato che la disfida tra città metropolitana e provincia è tutt’altro che superata: «Milano dovrà scegliere quale modello adottare». Il ministro ha anche invitato Formigoni a non avere troppa fretta: «Va bene il processo di autonomia, ma deve andare avanti insieme al federalismo fiscale, per non lasciare indietro le Regioni meno avanzate». Ma il governatore a gennaio ha intenzione di portare a Roma le sue richieste di autonomia.