La Hunziker dà i voti alle azzurre: "Mamma Idem è il nostro esempio"

"Il loro segreto è uno solo, la forza dell'amore. Ma c'è ancora troppa discriminazione"

Fa sport. Ma, a differenza di trequarti di noi giornalisti, fa sport nel senso vero del termine. Ci prova. Non ne parla soltanto. Molto sportiva ed anche molto documentata, a differenza di tanti. Dunque perfetta per parlare di un anno di sport italiano in rosa. Michelle Hunziker sfodera il sorriso che fa pescion, fescion e convenscion. Una battuta, una strizzata d’occhio, una spruzzata di serietà ed ecco il quadro di un’Italia che piace.

Scusi Michelle quest’anno le donne azzurre sono andate forte. Che le pare?
«Che sono donne da amare. Grintose, cariche, entusiaste».

A Pechino hanno raccolto 11 medaglie su 28, 4 su 8 d’oro. Niente male?

«Guardi, qualcosa ho visto, altro ho letto. Vezzali, Quintavalle, Idem e le altre. Ma tutte insieme hanno una grande qualità: non hanno paura di dire che il più grande motore è l’amore. È una cosa molto femminile. Magari sono mamme. E dicono: ho i figli, la carriera, il marito e la passione per lo sport. Tutto questo è amore, una cosa incredibile».

Poi c’è la Pellegrini che vive anche di gossip...

«La conosco. È quella che sento più vicina, come stile di vita, naif al punto giusto. La mia preferita. Ha una forte carica».

Ha capito come fare sport e spettacolo... 

«È carina, sa giocarsela bene. Mette insieme due mondi».

Poi ha steso quella francese in tutti i campi: si è presa fidanzato e record...

«Ah, si! La Maralodou... Maradonu...Come cavolo...».

Manaudou...
«Ecco, appunto. Laure vero? Si rifarà, tornerà ad innamorarsi. È una ruota che gira».

E la Pellegrini gongola...

«Ha fatto presa: popolarità e gossip. Ha bravura e talento indiscutibili. Poi ha avuto quel pizzico in più per battere la francese e le altre: la forza dell’amore».

Parla con occhio tecnico. Di che sport è?

«Sono cresciuta in un Paese dove lo sport è godimento, ma bisogna faticare, conquistarsi tutto. Questa è la filosofia. E io devo ringraziare lo sport per come sono oggi».

Elenchi le specialità...

«Scio da quando avevo tre anni: in Svizzera cominci a camminare poi ti mettono gli sci. Faccio snowboard. Amo gli sport acquatici: nuoto, mi piace andare sott’acqua. Ho il brevetto per le bombole. Quando lavoro tanto, ho bisogno di scaricare e mi alleno in casa. Ho il tapis roulant, come i criceti».

Lo sport che l’appassiona?

«Mi emoziono per le gare di nuoto. Capisco cosa può provare chi vince. Ma guardo anche a chi non vince l’oro: fa qualcosa che ti emoziona. Pensi alla Idem».

Ecco, Josefa Idem: mamma, quarantenne e argento...
«Quando guardo le foto, lei così concentrata e grintosa... Dico: urca, chi è? È da ammirare. Ha due bambini, riesce a conciliare tutto. Non so quante ore si debba allenare ogni giorno».

Ha vinto l’argento e perso l’oro per un niente.
«Lo so, mi piace moltissimo. È un esempio per tutte le quarantenni. Talvolta a noi donne capita di andare in depressione. Ed invece dobbiamo guardare lei: è la nostra rivincita. Lei ci dice: la vita inizia qui».

La Idem serve a spiegarci la parola sport?
«Lo sport è non arrendersi mai. Andare avanti e accettare anche le sconfitte. Bisognerebbe insegnarlo di più a scuola. Vedo a scuola di Aurora, mia figlia. I ragazzi sono pigri, annoiati, sedentari».

In Italia sport e scuola non sono mai andati d’accordo...

«In Italia è un disastro. Spero cambi qualcosa. In Svizzera ti obbligano a due ore di sport al giorno. Qui facciamo due ore alla settimana e vediamo l’educazione fisica solo come ricreazione. Ed è triste, anche per rispetto ai professori. Lo sport ti insegna che si può prendere un brutto voto senza morirne. Che nella vita si può vincere, ma se c’è la sconfitta non bisogna abbattersi».

La Vezzali è un buon esempio. Anche se vince più che perdere. La conosce?
«Abbiamo chiacchierato ad una convention. La scherma mi piace: è bella ed elegante. Valentina mi ha fatto capire quanto sia difficile vincere un’Olimpiade. Deve quadrare tutto nel giorno giusto. Lavori da bestia, poi mangi qualcosa di storto e sei meno forte».

La Vezzali ha vinto un mondiale, pochi mesi dopo essere diventata mamma....
«Ho una grande passione per il mondo femminile e vorrei avesse totale rivalutazione. La donna sa essere mamma, amante, sportiva, professionista. Si sveglia alla notte perché magari ha tre bambini, fa la spesa, si allena, lavora, vince medaglie. Viviamo in una società che ci ha messo il bastone fra le ruote. C’è ancora molto maschilismo in politica, nello sport. Una discriminazione che non può pagare».

E quel siparietto con Berlusconi? La Vezzali ha fatto la spiritosa e si è presa le critiche. Ricorda? «Presidente da lei mi farei toccare»...

«Che male c’è? È una donna divertente, bellina, aveva davanti il premier con spiccato senso dell’umorismo, anzi quello che ha il più spiccato sense of humour di tutti i politici. È stata spontanea, se l’è giocata. Guardi, io sono bipartisan, ma...».

Ma vada avanti...
«Mi sono divertita anche alla battuta di Berlusconi su Obama. Hanno detto che era razzista. Suvvia, mi ha fatto ridere. Ci vorrebbe davvero un po’ di senso dell’umorismo. Non prendiamo tutto sempre sul serio. Meglio pensare ai fatti e non restare attaccati alla forma».

A proposito di forma, che dice della Quintavalle: oro nello judo eppoi quello «strip», giù il kimono e sotto un vestito da sera, da Carlo Conti alla trasmissione di Miss Italia?
«Ha fatto bene. Sono ragazze che si fanno il mazzo, ci vuole un po’ di leggerezza e qualche momento di gloria cercando due risate. Ben vengano in tv persone con grinta, che hanno qualcosa da dire e trasmettere».

La Granbassi è andata in tv, ma l’Arma dei carabinieri non ha gradito...

«Mi è dispiaciuto. L’Arma si è incarognita per una ospitata in tv. Lei si è sentita costretta a lasciare l’Arma. Capisco tutto, bisogna avere rispetto reciproco, ma siamo nel 2008 ed una persona può essere corretta e seria anche se va in tv da Santoro. Non avrei fatto tante polemiche».

Maschilisti?
«Appunto. Non ha fatto cose oscene, solo l’opinionista. Vorrei vedere se un poliziotto si provasse in qualcosa del genere».

I poliziotti hanno fatto i reality...
«Santoro è di un’altra categoria rispetto ai reality».

Torniamo alle Olimpiadi: la medaglia più bella?

«Direi Pellegrini. Ho seguito la sua storia e mi sono appassionata. Ho amici che la conoscono bene. Si fa amare perché ha sofferto. Ha vinto l’oro in un bel momento per lei, fa simpatia».

Se lei fosse un’atleta, a quale oro punterebbe?
«Dico nuoto, distanze lunghe. Mi attirano i 400 e gli 800 metri. Bisogna imparare a gestire il fiato, le energie, è pazzesco. Io poi amo l’acqua e tutto quanto è acquatico».

Allora anche la Sensini, la nostra campionessa del windsurf?
«Non la conosco benissimo. Però mi piace la vela. Ho provato a regatare con quelli di Mascalzone Latino. Sono stata zitta, muta, un’emozione incredibile».

Ama l’acqua e ha dimenticato lo sci?

«No, sono amica di Denise Karbon. Ci siamo conosciute a Striscia: il suo sogno era incontrarmi. È fortissima, fa ridere, è gioiosa. Io vado spesso a Castelrotto, il paese suo. Abbiamo detto che, prima o poi, facciamo una sciata insieme».

Nell’anno rosa dello sport ci sono pure due ragazze campionesse del mondo della boxe: Galassi e Tavecchio...

«No, preferisco lo judo. Lo judo non è violenza, è autodifesa. Non riesco a comprendere la boxe e la sua filosofia. Mi piace una strategia intelligente. Ho guardato Rocky, mi sono gasata, ma non mi intriga».

E La Cainero che, tirando (al volo) con il fucile, ha vinto l’oro?
«È un buon segnale per il mondo donna. Intendo nel senso della parità. Sappiamo fare tutto. Anche in Tv siamo sempre più al femminile. Non vogliamo cannibalizzare, ma che ci sia stima e intesa fra i due sessi. Così nello sport: non vogliamo sovrastare e schiacciare. Ci basta un po’ di parità».

Nello sport siamo ancora un po’ indietro...
«Me ne sono accorta. Vorrei vedere gli sport di squadra trattati meglio. Vedere il calcio femminile sulle reti nazionali. Eppoi pallavolo».

Vero che lei gioca a calcio, anche in spiaggia?

«Gioco in porta, ma quando stavo con mio marito non mi facevano giocare. Facevamo le partite con i suoi amici, sul campo di casa nostra, ma quelli non se la sentivano di tirare le lecche, se c’ero io in porta. Bella discriminazione!».

Calciatori o calciatrici?
«Conosco i calciatori. Per me i fuoriclasse sono quelli che hanno da raccontare qualcosa. Del Piero lo è, ed è anche un grande attore. L’ho scoperto quando è venuto a Paperissima».

Se uno dice Paolo Maldini...

«Su di me e lui ci hanno sguazzato quelli del gossip. In modo stupido. Ci hanno fatto fidanzare. Lo saluto per caso in un negozio, capita fra noi di spettacolo e sport, ed ecco...».

Ma c’era qualcosa? O no?

«Non c’era niente, nemmeno lo conosco. Però Maldini andrebbe chiamato Dottore, per quello che ha fatto nel calcio».

Chiudiamo con i fidanzati veri: Kostner e Schwazer. La coppia sportiva d’Italia.

«Lei è una tosta, nord europea come me. Mi piace. Pellegrini, Kostner e le altre sono brave e suscitano interesse e audience. Ma vede che ho ragione? Il motore è l’amore».