Hunziker: «La ricetta? Un gruppo magico»

«Ho sofferto quando ho deciso di andarmene, ma dopo cinque anni Bisio e io rischiavamo di diventare come Vianello e la Mondaini»

Massimo Bertarelli

Cara Michelle Hunziker, dove sarebbe senza Zelig?
«Sicuramente non dove sono ora. Per me è stata una grande scuola. Impossibile desiderare un inizio migliore: l’involucro giusto al momento giusto con le persone giuste».
I più giusti di tutti?
«Gino e Michele che avevano creduto in me. Tanto è vero che mi hanno dato carta bianca».
Usata nel modo migliore. La ricetta del successo di Zelig?
«Un gruppo magico».
Se era così magico come mai lo ha piantato?
«È stata una decisione soffertissima. Dopo cinque anni fianco a fianco, Claudio Bisio e io rischiavamo di diventare come Vianello e la Mondaini».
Sempre andati d’accordo?
«Certo. Tra noi c’è stato un innamoramento artistico straordinario».
A Zelig dopo vent’anni non si rischia l’effetto rigetto?
«Infatti hanno fatto benissimo a staccare, è stata una scelta intelligente».
Che cosa occorre per ripartire?
«Nuove idee e nuovi comici. Un programma non può durare in eterno, a parte Striscia, che vive d’attualità».
Adesso è tutte le sere in tv con Striscia, intanto registra Paperissima che partirà venerdì e in febbraio a Milano farà anche un musical, Cabaret. Davvero instancabile...
«Se mi diverto non mi stanco. E a Striscia è impossibile non ridere, come a Paperissima, vedrete. Tra l’altro è uno spettacolo davvero per tutti, senza nemmeno una parolaccia».
Quindi non finge, quando ride, anzi si sbellica in scena?
«No, no è allegria vera».
Senta, meglio Bisio, Greggio o Gerry Scotti, il suo partner di Paperissima?
«Mi trovo benissimo con tutti e tre. Come una mamma con i suoi figli. Andrei volentieri in vacanza con ciascuno: con Gerry farei una gita culinaria, con Claudio andrei in barca a vela e con Ezio, mah, non lo so».
E con tutti e tre insieme?
«Ci andrei di corsa, sarebbe uno spasso unico».
Se un marziano la incontrasse e le chiedesse che mestiere fa, cosa risponderebbe?
«Intrattengo, mi piace far sorridere la gente».
Se lei fosse simpatica ma brutta, avrebbe lo stesso successo?
«Avrei tirato fuori le palle. La gente ti valuta per quello che sai fare. Guardi la Littizzetto. Non ho niente più di lei».
Sarà. Lei fa solo programmi con ascolti da dieci milioni in su. Un caso o una scelta?
«Un caso. Comunque se hai la fortuna di lavorare con Ricci, è tutto più semplice. Nessuno credeva in Cultura moderna e invece... Ma il talento non basta, se sbagli format sei fritto. Come Bonolis, bravissimo, ma senza il programma giusto neanche lui può fare miracoli».
Andrebbe a salvare Circus?
«No, i reality non fanno per me. Né da conduttrice, né da concorrente».