Hutchison: per «3» il listino può attendere

da Milano

Il gestore Umts «3» non andrà in Borsa entro la fine dell’anno. Hutchison Whampoa, il colosso di Hong Kong che controlla la società italiana ha comunicato alle autorità di Borsa di quel Paese che non chiuderà il 22 novembre il libro soci (ossia degli azionisti privilegiati che hanno diritto alle azioni di «3»). Questo a causa del ritardo nel via libera alla quotazione che deve essere dato da Borsa e Consob. Un comunicato precisa comunque che «3» e le autorità competenti stanno andando avanti nelle procedure relative alla quotazione della società. Il gruppo aveva presentato la richiesta di ammissione in Borsa della controllata italiana il 20 settembre. Da lì era stato fissato il termine del 22 novembre, considerando che le autorità di mercato avrebbero dovuto dare una risposta a quanto presentato entro sessanta giorni. Ma la procedura non è semplice come previsto. Tra gli elementi che complicano i piani della società di videotelefonini, prima controllata di un gruppo di Hong Kong a volersi quotare in Italia, sembrano esserci, sostengono fonti finanziarie, soprattutto le difficoltà burocratiche e procedurali legate alle differenti legislazioni dei due paesi. La quotazione di «3» si configura infatti per Hutchison come uno spin-off che richiede l’approvazione di almeno il 50% del capitale. Per il via libera degli azionisti Hutchison, guidati dal multimiliardario Li ka-Shing, nel prospetto cinese andrebbe determinato in anticipo il prezzo di «3», che in Italia viene invece deciso dopo il via libera Consob. Una soluzione potrebbe forse venir trovata decidendo una vendita «al meglio», ma la decisione appare complessa dopo la debacle dei titoli telefonici in settimana a causa del profit warning lanciato da Vodafone. Ora «3», guidata da Vincenzo Novari che può contare su circa 5,5 milioni di clienti Umts, spera di quotarsi a Piazza Affari entro la metà febbraio del 2006.