I 100 anni di Fangio, l'oriundo argentino che trovò la fama in Italia

Nato il 24 giugno 1911, fece il suo ingresso in Formula 1 quando stava tramontando la stella del sessantenne Nuvolari e prese il suo posto nel cuore dei tifosi. Vinse il primo mondiale nel 1951 con la Maserati e altri quattro titoli con la Mercedes tra il '54 e il 57, primato superato solo nel 2003 da Michael Schumacher

Chissà cosa avrebbero fatto se avessero gareggiato insieme, invece quando Fangio si affacciò alle gare europee, Tazio Nuovolari, aveva ormai smesso di correre. Qualche gara ancora e nel 1950 fece la sua ultima gara, mentre nasceva la leggenda di quell'oriundo argentino che del «mantovano volante» ormai alle soglie dei 60 anni, aveva una ventina d'anni in meno. Juan Manuel Fangio era infatti nato a Balcarce, non lontanao da Buenos Aires, il 24 giugno 1911 figlio di emigranti italiani: il padre Loreto era di Castiglione Messer Marino in provincia e la madre Erminia Dérano di Tornareccio, comuni in provincia di Chieti.
Appassionato fin da giovanissimo di motori, dopo il servizio militare apre un'autofficina e comincia a gareggiare in corse di lunga distanza su strade sconnesse su e giù per il Sud America. La prima, all'età di 18 anni, con una Ford adattata a taxi. Una delle prime vittorie arriva alla Buenos Aires-Lima-Buenos Aires, 10mila chilometri infernali in gran parte su strade sterrate da percorrere in due settimana. Fangio continua a mietere successi guidando ogni tipo di vettura finché, sponsorizzato dal governo stesso, viene mandato in Europa, al termine della Seconda Guerra Mondiale, per proseguire la sua carriera. Dal 1949, all'età di 37 anni, comincia ad avere successo anche sulle piste del vecchio continente. Nel 1950 è al volante di un'Alfa Romeo e, al termine di una stagione che lo vede lottare con il suo compagno di squadra Nino Farina, arriva secondo nella lotta per il titolo, conquistato però l'anno successivo. Il 1952 vede il suo primo grande incidente, a Monza, a causa del quale è costretto a perdere il resto della stagione. L'anno dopo perde l'areo da Parigi dopo aver dato la sua parola di gareggiare a Monza quindi guida tutta la notte per presentarsi alla partenza solo mezz'ora prima dello start. Stanco morto perde il controllo della sua Maserati esce di pista e si capovolge. Viene estratto dalle lamiere e per qualche ora lotta tra la vita e la morte. L'anno successivo è ancora alla guida di una Maserati e finisce la stagione al secondo posto.
Nel 1954 passa al team Mercedes e vince il suo secondo titolo di Campione del Mondo. Sui dodici Gran Premi corsi con la sua Mercedes, arriva primo in otto prove. Questo è il primo di quattro titoli vinti consecutivamente.
Ma è nel 1957 che Juan-Manuel Fangio conquista una delle sue più grandi vittorie al Gran Premio di Germania che si corre sul circuito del Nurburgring. La sua Mercedes è meno potente delle due Ferrari in testa ma, nonostante tutto, infila la seconda Ferrari e infine stupisce tutti percorrendo l'ultima curva ad una velocità quasi incredibile: sorpassa il suo rivale Hawthorn e vince la gara!
Nel 1958, durante la sua ultima gara al Gran Premio di Francia, finisce quarto. La sua Maserati sta per essere doppiata dal leader della corsa Mike Hawthorn il quale, in segno di rispetto per il grande campione conosciuto come «il maestro», frena e consente a Fangio di tagliare il traguardo davanti a lui. Sceso dalla macchina a fine gara mormora semplicemente «È finita».
Alla fine avrà ottenuto 24 vittorie e un totale di 35 podi, 29 pole-position, e un totale di 48 partenze dalla prima fila, 23 giri veloci e i cinque titoli iridati del 1951-54-55-56-57. Il suo primato di 5 titoli mondiali sarà eguagliato, nel 2002, e poi superato, nel 2003, da Michael Schumacher. Mentre non sarà probabilmente mai eguagliato il suo record di vittorie conseguite partendo dall'ultimo posizione, una delle sue «specialità». Juan Manuel Fangio muore il 17 luglio del 1995, ed è stato sepolto nel mausoleo di famiglia nel cimitero di Balcarce. Negli anni successivi, la sua città natale gli ha dedicato un museo, sorto a poca distanza dalla casa natale del pilota, che ospita la collezione di 27 veicola guidati da Fangio oltre che la maggior parte dei suoi trofei.