I 133 modi per far «impazzire» i prof

Gambe della sedia segate, puntine nello schienale E addirittura fili elettrici collegati alla cattedra

Manila Alfano

Sull’orlo di una crisi isterica. Stanchi di essere presi di mira dai soliti bulletti della scuola. Insegnanti spagnoli con i nervi a pezzi, entrano in aula con sospetto. Non si fidano e hanno ragione. La più innocente è la gomma da masticare sotto la sedia. Il resto è puro teppismo.
La Spagna è preoccupata, si specchia nei suoi figli e vede una banda di fantasiosi ribelli, che studiano tutte le mosse per mettere in croce il professore di turno. L’insegnante ha paura, sa che in ogni angolo si potrebbe nascondere un tranello fatto apposta per lui: una buccia di banana messa lì per terra, una sedia con le gambe segate, puntine sullo schienale per farlo sbalzare di scatto dalla sedia, poi ci sono gli scherzi pesanti, come quello di collegare fili elettrici alla cattedra metallica per provocare una scossa quanto meno dolorosa. Gli alunni aspettano pazienti e silenziosi che lui ci caschi. Poi parte una fragorosa risata.
È una guerra di goliardia, in cui l’insegnante non è più l’autorità sulla cattedra, un maestro, ma un avversario a cui rendere la vita difficile. È una disfida da cartone animato, con gli studenti inafferrabili e strafottenti come Bep-bep e i professori disperati come Willie il Coyote. In Spagna l’autorità è andata in pensione.
Gli scherzi stanno diventando una vera e propria croce per il sistema scolastico. Un rapporto pubblicato dal ministero della Pubblica istruzione spagnola ha catalogato più di 133 modi per rendere la vita difficile ai professori.
Una situazione che davvero sta preocupando e innervosendo il mondo dell’educazione, tanto che i sindacati e il ministero sono d’accordo a modificare diverse normative per ristabilire l’ordine e l’autorità nelle aule. Pedro Urunuela, dirigente del ministero intervenuto al Congresso nazionale sulla violenza nelle scuole in corso a Madrid, ha dichiarato che «è oramai tempo di prendere misure disciplinari più dure di quelle che finora ci sono state per arginare il fenomeno di bullismo».
Il ministro dell’Istruzione Maria Jesús San Segundo ha lanciato a questo proposito una nuova iniziativa: utilizzare messaggi sms da inviare alle famiglie per risolvere un doppio problema: la violenza e l’assenteismo scolastico, «un metodo rapido ed efficiente per trasmettere dati alle famiglie». Tra una settimana sarà pronto il testo definitivo dell’accordo.
A quel punto forse per gli insegnanti ci sarà un po’ più di pace e potranno finalmente tornare a fare il proprio lavoro con maggiore serenità.