I 150 bocciodromi del Lazio insieme per combattere il diabete

Chi l’ha detto che i giovani malati di diabete non possono praticare sport? Per sfatare questo mito e sostenere la ricerca sul diabete giovanile, domenica prossima, 150 circoli bocciofili del Lazio apriranno le loro porte agli amanti di questo sport. Uomini e donne, giovani e bambini, non solo anziani nonnini. È questo, infatti, un altro luogo comune che vede la terza età come unica appassionata di uno sport considerato per eccellenza «slow». Ma le cifre lo smentiscono. Cresce, infatti, il numero di appassionati in tutta Italia. La Federazione Italiana bocce è seconda, per numero di iscritti, solo alla Lega calcio. Sono seimila i tesserati solo nella nostra regione. E proprio nella capitale nascerà, a metà del 2006, la più grande struttura del mondo dedicata a questo sport. Ma che c’entrano le bocce con il diabete? Tra le cause principali di questa patologia che colpisce in Italia 3 milioni di persone, ci sono la sedentarietà e una dieta sbagliata. Chi soffre di questa patologia, quindi, può e deve svolgere un’attività fisica regolare, perché i muscoli sotto sforzo consumano glucosio contribuendo a tenere nella norma la glicemia. Ecco perché Jdrf, la fondazione che si occupa di sostenere la ricerca scientifica sul diabete giovanile e la Fib si sono alleate per informare che diabete e gioco delle bocce sono dei veri e propri «compagni di vita». Per sostenere la raccolta fondi basta inviare un sms, al costo di un euro, al 4333252, per i clienti Vodafone, al 46200 per quelli Wind.