I 60 anni di Israele

Il 14 maggio di sessant’anni fa, con la partenza dell’ultimo contingente militare britannico, lo Stato di Israele proclamava la propria indipendenza. La dichiarazione fu letta da David Ben Gurion, primo storico premier dello Stato ebraico, in una sala del museo di Tel Aviv, tra le bandiere con la stella di Davide e sotto il ritratto di Theodor Herzl, il fondatore del movimento sionista. Davanti al Consiglio del Popolo (Moezet Ha-Am) riunito in segreto e a 250 invitati emozionati Ben Gurion parlò in tutto per 16 minuti e risolse personalmente, con il suo tipico stile sbrigativo e autoritario, la questione del nome che il nuovo Stato doveva adottare: vennero proposti Erez Israel, Zion, Giudea, ma Ben Gurion tagliò corto, disse che il nome sarebbe stato Israele, e ottenne su questo la maggioranza dei consensi.
L’indipendenza fu subito riconosciuta dagli Stati Uniti e dall’Unione Sovietica, seguiti da altri Stati fra cui l’Italia, ma la sua proclamazione provocò ben altra reazione tra i Paesi arabi. Già il giorno successivo, 15 maggio 1948, il neonato Stato di Israele si trovò sotto attacco: gli eserciti di Egitto, Siria, Transgiordania e Libano, affiancati da contingenti inviati dall’Irak, dall’Arabia Saudita e dallo Yemen tentarono l’invasione. Fu l’inizio di una lotta per la sopravvivenza che sarebbe durata fino all’inizio del 1949: nonostante i numeri soverchianti a favore dei nemici, le armate arabe furono respinte e l’11 maggio 1949 Israele fu accolto tra le Nazioni Unite con un territorio anche più esteso di quello attribuitogli al momento dell’indipendenza. I Paesi arabi sconfitti non firmarono alcun trattato di pace e ovviamente non riconobbero il diritto dello Stato di Israele ad esistere: ci sarebbero voluti trent’anni e il coraggio del presidente egiziano Anwar el-Sadat perché l’Egitto, primo fa i Paesi arabi, firmasse la pace e scambiasse ambasciatori con Israele. Lo stesso avrebbe poi fatto la Giordania di re Hussein.
Oggi, sessant’anni e molte guerre dopo, lo Stato di Israele festeggia un importante compleanno. Ieri è stato sobriamente celebrato il giorno della memoria per i caduti in guerra e le vittime del terrorismo, da oggi cominciano i festeggiamenti che dureranno una settimana. Il culmine dal 13 al 15, quando saranno in Israele ospiti illustri come il presidente Usa George W. Bush, Mikhail Gorbaciov, Tony Blair e Vaclav Havel.