I 99 champagne di un vero signore

Festeggiamo levando in alto i calici. Già, ma che ci mettiamo dentro? Champagne, ma quale? Per saperlo ha molto senso acquistare la Guida Champagne 2010, allegato in edicola del numero di dicembre di Monsieur, monsieur.it, la «rivista dell’uomo extravagante» fondata da Franz Botrè e celebrata in questi giorni, in occasione del suo decennale. La pubblicazione ha passato in rassegna le 99 migliori etichette di bollicine galliche, con tanto di voto in centesimi, in un progetto curato da Alberto Lupetti in tandem con un panel di degustazione di palati importanti. Perché non 100 etichette? Perché, ottima idea, quella la suggerirà agli autori il lettore per la prossima edizione.
Passate le premesse su storia e glossario (necessario in Italia chiarire il significato di dégorgement o liqueur d’expédition), ecco srotolarsi l’assaggio di tutti gli champagne, ordinati secondo quattro categorie: brut sans année, millesimati, rosé e cuvée de prestige. Ai migliori 3 per categoria è stato assegnato il premio Monsieur dedicato all’eccellenza. Chi è uscito a braccia alzate? Il senz’annata numero uno assoluto è il Substance dell’amatissima maison Jacques Selosse, da viticoltura organica. Il miglior millesimo è invece il 1998 del Krug Vintage, un capolavoro. Il Cristal Louis Roederer 2002 vince a mani basse il titolo di miglior rosé, un genere sempre più amato, anche da noi. Dall’olimpo delle cuvée de prestige, ecco infine l’ex aequo tra Dom Pérignon Oenothèque 1995 e Pol Roger Cuvée Winston Churchill 1998, in pratica uno scontro effervescente tra titani.
Accanto alla preziosa classifica degli champagne che sfoggiano il miglior rapporto qualità/prezzo, ecco infine quattro bottiglie talmente oltre da essere fuori concorso: Dom Pierre Pérignon Oenothèque 1969, Krug Clos du Mesnil 1998, Krug Clos d’Ambonnay 1996 e Bollinger Vieilles Vignes Françaises 1999. Ma nessuno, in caso detenesse uno di questi rari esemplari, vorrà esser così folle da stapparlo a capodanno.