I ballottaggi in Francia Sarkozy salva Marsiglia dall’ondata socialista

da Parigi

Il secondo turno delle elezioni comunali francesi conferma la tendenza del primo: l'opinione pubblica - preoccupata da una serie di problemi economici, a cominciare dalla perdita del potere d'acquisto di salari e pensioni - ha punito il partito al potere, ossia l'Union pour un Mouvement populaire (Ump) del presidente Nicolas Sarkozy.
Per l'Ump c'è una sola notizia veramente buona: il fatto che il sindaco uscente di Marsiglia, Jean-Claude Gaudin, resterà al proprio posto. Ma Strasburgo e Tolosa passano dall'Ump in mani socialiste e questa per Sarkozy è una gran brutta notizia. A Parigi il sindaco socialista Bertrand Delanoë esce vincitore dal secondo turno elettorale. Anche Lione, Lilla e altre città di rilievo rimarranno ai socialisti. «Una parte dei nostri elettori ha purtroppo preferito astenersi», è il secco commento di Valérie Pécresse, ministra dell'Università e della Ricerca nonché stretta collaboratrice di Sarkozy. Le astensioni sono elevate: un elettore su tre non è andato alle urne.
In questi ultimi mesi Sarkozy ha visto calare nettamente la propria popolarità, circostanza che aveva spinto l'Ump a mettere in conto una probabile sconfitta in occasione di queste elezioni comunali. Adesso la sconfitta è arrivata e l'Ump si lecca le ferite, pensando che la batosta avrebbe potuto essere anche più dura.
Qualcosa cambierà certamente sia nell'équipe di Sarkozy (il primo a saltare potrebbe essere il portavoce David Martinon) sia nella composizione del governo. Il rimpasto ministeriale è solo questione di tempo. Sull'altro fronte, i socialisti si lanciano nella battaglia interna in vista del loro congresso, da cui tutti si attendono un chiarimento dopo la loro sconfitta alle presidenziali del 2007 e dopo l'inizio di ripresa con le amministrative di quest'anno. Il senso del voto di ieri sembra chiaro: i francesi hanno dato, dieci mesi fa, la propria fiducia a Sarkozy nella speranza che le cose cambiassero rapidamente in meglio, ma adesso sono perplessi e bilanciano il potere nazionale dell'Eliseo con un contropotere locale di opposto colore politico.
Un caso a parte è quello del leader centrista François Bayrou, che da mesi sta tentando di costruire un'alleanza con i socialisti pur ricevendo in continuazione dei rifiuti i delle risposte ambigue. Alle presidenziali dell'anno scorso Bayrou ottenne il 18,6 per cento al primo turno, ma venne escluso dal ballottaggio. Ieri il suo nuovo partito - il Movimento democratico, MoDem - è uscito con le ossa rotte in tutte le località in cui i suoi candidati erano riusciti a qualificarsi per il secondo turno. Nella città pirenaica di Pau, in cui proprio Bayrou si era presentato come aspirante sindaco, è prevalso il candidato socialista: il leader centrista ha dovuto tornare a casa con le pive nel sacco.
Anche gli altri partiti minori sono stati maciullati dalla sfida tra socialisti e Ump. I comunisti sono sempre più emarginati, al punto che nella città di Montreuil, loro bastione tradizionale, escono di scena a vantaggio della candidata dei Verdi, Dominique Voynet. I Verdi sorridono solo perché sono stretti alleati dei socialisti. Al tempo stesso il Nuovo centro del ministro della Difesa Hervé Morin riesce a stare a galla solo perché è uno stretto e fedele alleato dell'Ump. All'estrema destra, il declino del Front national è evidente e indiscutibile. Marine Le Pen, figlia di Jean-Marie, sperava di diventare sindaco di un piccolo comune, ma non c'è riuscita.